La saga di Eufemio in Paradiso – Accoglienza freddina.

Riassunto del prologo: il senzatetto Eufemio Torelli viene trascinato in Paradiso senza averne fatto richiesta e contro la sua volontà (come Mark Twain, apprezza il Paradiso come clima ma predilige l’Inferno per la compagnia; e, come Mae West, pensa che le brave ragazze vanno in Paradiso e le cattive ragazze vanno in tutti gli altri posti). Dopo un momento di iniziale sconcerto, decide che la cosa non gli piace.

“G A B R I E L E ! ! !”.

In quel momento, l’Arcangelo in questione, che aveva coordinato le operazioni di prelievo di Eufemio senza parteciparvi direttamente, avrebbe voluto essere altrove. Peccato che in Paradiso il concetto di “altrove” fosse sostanzialmente impraticabile.

“C O S A  H A I  C O M B I N A T O ? ? ?”.

Gabriele sapeva da secoli dei secoli che quelle domande erano retoriche, ed era opportuno considerarle un garbato modo di evitare affermazioni esageratamente apodittiche e magari tali da sconfinare nel turpiloquio, cosa che per il Sacro Emittente sarebbe stata non solo sconveniente ma materialmente impossibile. Quindi fece l’equivalente celeste di un’imbarazzata deglutizione e si dispose di mala voglia ad ascoltare il resto della lavata d’ali.

 

“C H I  M I  H A I  P O R T A T O  S U  Q U E S T A 

V O L T A ?  C O S T U I  N O N  H A  N E S S U N A 

D E L L E  C O N D I Z I O N I  M I N I M A L I  P E R 

G O D E R E  D E L L A  L U C E  E T E R N A. 

V U O I  C H E   T I  E L E N C H I  T U T T O  C I O’  C H E 

L O  A L L O N T A N A  D A  M E?  R I S P O N D I, 

Q U E S T A  N O N  E’  U N A  D O M A N D A

R E T O R I C A.”.

“Ehm… Sì, credo di capire ciò a cui Vostra Essenza allude. Conosco le manchevolezze del neobeato.”.

“E  D U N Q U E?”.

“Stasera nella città dal nome dolce come una caramella non ho trovato di meglio.”.

“N O N  H A I  T R O V A T O  D I  M E G L I O ! ! ! 

M A  C O S A  E’,  U N  C O N C O R S O  A  P R E M I ? 

T U  E  Q U E S T O  T U O  A T T I V I S M O  D A 

E S E R C I T O  D E L L A S A L V E Z Z A ! ! ! 

M A  Q U A N T E  V O L T E  T E  L O  D E V O 

S P I E G A R E  C H E  I L G O D I M E N T O  D E L L A 

M I A    P R O S S I M I T A’  E’  D E S T I N A T O S O L O 

E D  E S C L U S I V A M E N T E  A  C O L O R O   C H E  N E  F A N N O 

A L M E N O  I M P L I C I T A  R I C H I E S T A? 

M E N T R E   C O S T U I  M I  N O M I N A V A 

E S C L U S I V A M E N T E  N E L  T U R P E  A M B I T O 

D E L L E  S U E  R A B B I O S E  I M P R E C A Z I O N I. 

O L T R E  A D  I N D U L G E R E  A D  A M O R I

M E R C E N A R I  E  A D  A L T R I  I N N O M I N A B I L I 

C O M P O R T A M E N T I  E D O N I S T I C I, 

M A T E R I A L I S T I  E  S I B A R I T I C I ! ! ! !”.

“Ma non ha mai fatto male ad anima viva, Vostra Immensità, mentre ha subito una lunga serie di malefatte ed ingiustizie che l’hanno spinto ad una vita solo apparentemente dissoluta. E aggiungerei che le bestemmie vanno contestualizzate.”.

“L E  B E S T E M M I E  N O N  H A N N O  D I R I T T O  A D  A L C U N A 

C O N T E S T U A L I Z Z A Z I O N E ! !  

I L  S E R V I Z I O  D I  R E C U P E R O  B A R B O N I  E’ 

S O S P E S O  A  T E M P O  I N D E T E R M I N A T O. 

E U F E M I O ! ! ! “.

Eufemio non poteva più provare nè paura nè impressione. Per definizione, nel Luogo di tutti i Luoghi in cui si trovava, poteva provare solo emozioni positive e soavi, dalla Gioia alla Letizia, dalla Serenità alla Beatitudine. Ma  quel tuono roboante fatto Verbo che lo chiamava un certo effetto glielo fece lo stesso. Soprattutto perchè non proveniva da un’ipotesi di Esterno, ma dal profondo della sua stessa mente.

“Eccomi, Vostra Essenza.” rispose in automatico.

16 Risposte

  1. Mi piace molto il dialogo fra l’angelo e il supremo, chiamiamolo Celeste!, un dialogo come non te lo immagini! Ciao Riri52

  2. mi piace molto il dialogo fra il Celeste e l’angelo! Certamente originale, come non ti immagini a quei livelli!

  3. Mi piace molto il dialogo fra il Celeste e l’angelo! Veramente interessante, come non lo aspetteresti a quella altezza! Sono curiosa di leggere il seguito! Ciao Riri52

    1. L’edificio concettuale di codesta risibile ipotesi di romanzo è ancora totalmente aperto, mi piace paragonarlo al Duomo di Milano che, di fatto, non è ancora stato completato perché dal 1387 non c’è mai stato un periodo di più di due mesi senza qualche lavoro di strutturazione, reintegro o restauro. Da qui in avanti vi avviso che il registro ironico (che in qualche modo è quello a me maggiormente abituale) si attenua fino a scomparire a vantaggio di un incauto tentativo di disegnare una coerente ipotesi di Paradiso da parte di chi crede con discreta fiducia in un Dio immanente racchiuso in ognuno di noi e la cui presenza è talora evidente (pur se può trattarsi di autosuggestione, o se lo è del tutto) ma dubita nella maniera più assoluta della presenza di un Dio trascendente signore e creatore di tutte le cose e forse artefice fin del Big Bang stesso.

      Con calma vi metterò a disposizione ulteriori capitoli disponibile anche a critiche serrate (dico questo perché passo per essere un po’ permaloso, ma – direbbe Giorgio Faletti nell’immortale personaggio di Carlino finito sul lastrico a forza di regalare “giumbotti” al fratello – non è mica vero) ma sicuramente costruttive.

    1. Anche Rocco voleva scrivere un racconto divino, mentre Rollo non ne voleva sapere di leggere un racconto daceto.

        1. Giusto appunto: nel mondo di Rocco e Rollo non si può invertire l’aggettivo lasciando il sostantivo invariato. Sto dando craniate autopunitive sullo schermo del computer e le bellissime impiegate della biblioteca mi guardano con l’aria di chi pensa “Se mi avesse invitato a cena gli avrei detto di sì ma a questo punto ho cambiato idea.”.

          Racsillabo potrebbe andare, ma io suggerirei, a scelta (o a piazèr, come nella filastrocca dei crauti) raclibrettodirisparmio, racdiffido, racvalgoniente.

          Grazie per le tue chiose sempre precise e puntuali delle quali ti resto senpre imperituramente grato. Pregasi immaginare emoticon a cui scappa da ridere ma cerca di contenersi.

  4. Per regolare l’orario wordpress del tuo blog, vai in Bacheca/Impostazioni/Impostazioni generali, poi imposta ‘Fuso orario’ al valore UTC+2. Quando torneremo all’ora solare dovrai ricordarti di ripetere l’operazione con UTC+1.
    Cancella pure questo commento, se vuoi.

    1. Adesso che l’amico Mario guida i risciò a Bangkok, se non ci fossi tu avrei compiuto il gesto estremo. Pregasi immaginare emoticon con faccina sorridente ma larvatamente beffarda.

  5. Il lucarinaldonifanclubologna non vede l’ora di leggere il seguito. Buon ferragosto

    1. Con la dovuta cadenza, e magari saltando o riducendo alcune parti, il fanclub sarà accontentato, pur sapendo che se il mio scritto risultasse inferiore alle attese, il fanclub si trasformerà in un fancùl. Ma il pericolo è il mio mestiere.

  6. Se c’era un motivo di letizia per rientrare dal paesello in cui ho trascorso felici giorni di mezz’agosto, era quello di precipitarmi a leggere (attraverso una connessione decente, e non lenta e sfinente) i primi due capitoli del tuo parto narrativo, che mi avevi preannunciato. Leggendoli, la letizia è diventa gioia, e piacevolezza, e impazienza di leggere ancora ancora e ancora. Ma cavolo, quanto sei bravo!
    Il Fanclub ho davvero motivo di esistere.

    1. “Il fanclub HA davvero motivo di esistere” , volevo scrivere…

    2. Il parto che ti avevo preannunciato aveva a che fare, se ben ricordo, con la sistemazione della saga di Devadip, l’avatar di Sheeva (divinità ogm) gettato sulla Terra con 49 anni di finte memorie incorporate (un tema carissimo a Philip K. Dick, scrittore di sf non inferiore a Bradbury e Asimov ma un po’ più di nicchia) già uscita a pezzi e bocconi su Leonardo fra il 2008 e le prime settimane del 2012.

      Questo conato letterario è invece nato pochi giorni fa alla fresca ombra degli alberi del Parco Cittadella (meno bello, e di molto, del Parco Ducale con vista sulla Caserma dei RIS, ma dotato di comodi tavolini che quest’ultimo non ha) nel senso che Eufemio, colto da megalomania, ha fatto una comparsa stile “Sei personaggi in cerca d’autore” e non mi ha lasciato in pace finchè non gli ho dato quei 2 soldi di dignità letteraria.

      Per la serie “Quando si può fare, si fa…”.

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