Q. Quanto ti amo, Parma. Ma te lo meriti? A. Assolutamente no. Ma sapessi in quanti ci cascano.

Duomo_e_Battistero_di_Parma

Parma è una città composita e multiforme, la si può raccontare con la pomposità di un Bevilacqua o con la prosa saltabeccante che è un inno all’anacoluto di Paolo Nori o con lo stile asciutto ed essenziale ma pregno di umori di un Giovannino Guareschi (che però preferiva raccontare la bassa che si affaccia sul Po, che ogni tanto boccheggia ma non si secca mai). Può ospitare padre Lino e Calisto Tanzi, il birignao delle signore-bene di Via Mazzini e la cantilena agreste delle ruspanti rezdòre dell’Oltretorrente.

Nella sua dimensione di piccola città (che per arrivare a 190.000 abitanti secondo l’ultimo censimento deve estendersi come matrona stanca e obesa su un territorio comunale che è il doppio di quello di Milano e ingloba una trentina di frazioni alcune delle quali, come Baganzola che ospita la fiera, potrebbero impuntarsi e pretendere un’amministrazione comunale in proprio magari inglobando 6-7 frazioncine circonvicine) ha un carico di storia e di pregnanza che a volte sa portare con baldanza e disinvoltura, altre volte la schiaccia senza misericordia.

L’esperimento a 5 stelle procede con andamento lento ma omogeneo e solo gli irresponsabili e i dioscuri della malafede osano giudicarlo in tempi così brevi. Poteva succedere anche a Genova, dove a suo tempo il candidato a 5 stelle non ha raggiunto il ballottaggio per una manciata di voti, e allora i politologi avrebbero avuto ulteriore spunto per sbizzarrirsi in comparazioni ed evoluzioni concettuali.

Il destino ha voluto lasciarci unici tra le città italiane, e ci teniamo questo ulteriore onore/onere che la sorte ogni tanto ci lascia assaporare.

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10 Risposte

  1. non sono mai stata a Parma, però seguo su facebook il vostro sindaco a 5stelle, speranzosa di veder realizzarsi quel cambiamento di rotta auspicato dalle menti libere e fiduciose nell’umanesimo informatizzato, l’unica vera novità del nostro secolo. Abito anche io in una cittadina di provincia e so apprezzare la calma paciosa e lenta dei giorni di festa. Ps. Chiudere il BLOG, per chi ama scrivere veramente, è impresa ardua ed anche insensata. Per il resto condivido la tua anarchia applicata:) anche se portatrice di poche frequentazioni.

    1. Umanesimo informatizzato. Complimenti, perché mi sembra una sintesi precisa ma anche arguta. Tutto sta a vedere se l’umanesimo riesce a temperare le contraddizioni e i pericoli dell’informatizzazione, o non succeda invece il contrario, l’informatica che vampirizza ed espropria l’Umanesimo lasciandone in vita un vuoto simulacro.

      Io amo citare il caso di due ragazzini della bassa parmense (diciamo di Fidenza) che, vicini di pianerottolo, passavano i pomeriggi sfidandosi ad Age of Empires (o come diavolo si chiamava quel malefico gioco) ciascuno seduto alla sua postazione Nasa a 4 metri in linea d’aria da quella dell’amico, o quello ancora più frequente di colleghi di lavoro che si mandano delle e-mail quando potrebbero “darsi una voce”. E mi viene in mente il protagonista del film “Il tagliaerbe” che nel finale diventa egli stesso un software informatico senza più riuscire a tornare alla vita reale.

      Su Pizzarotti ho scritto qualcosa ma poi ho abbandonato il genere, perché come commentatore di politica faccio fatica a superare il livello del Bar Sport, come tantissimi che di politica parlano e scrivono. Almeno io me ne rendo conto e ne prendo atto. Mi limito a dire che se la città non aiuta un giovane sindaco onesto e ingegnoso ma totalmente digiuno di strategie politiche e comunicazionali (il precedente sapeva tutto di politica e comunicazione, peccato riuscisse nella cosmica impresa di essere sia disonesto che ottuso, quando di solito si presenta una sola delle due variabili) il giovane sindaco se ne torna pacifico e tranquillo alla sua precedente occupazione, ma la città ha buttato via il suo tempo e si è fatta del male da sola.

      Fa piacere avere muovi commentatori, che come vedi suscitano controcommenti ragionati e articolati, quindi ti invito a riopassare da queste parti.

  2. Devo in qualche modo prima o poi venire a Parma, magari in primavera a fare una gita. Ero stata da quelle parti ancora mi pare ai tempi della scuola. Che vergogna dirai te, concordo rispondo io.
    A presto.

    1. Ogni tanto si organizzano dei pellegrinaggi a Parma a cura del Rinaldoni Fan Club. Ti terrò informata su quando avrà luogo il prossimo.

  3. Parma l’ho visitata due volte, una alle medie e una in autunno con amici. Bella città. ricca di storia, belle persone studenti che danno vita, energia. Quanto al 5 Stelle stiamo tutti in attesa di vedere gli sviluppi di questo esperimento ( possiamo definirlo così) che nessuno avrebbe voluto prendere a mano, con tutti i debiti. Incrociamo le dita per Pizzarotti che mi sta simpatico. Ciao Riri52

    1. Su Pizzarotti sicuramente sai che il mio giudizio è encomiastico e lusinghiero sulla persona, ma venato di perplessità sul ruolo istituzionale che il buon Federico palesemente fatica a padroneggiare. Probabilmente anch’io quando cercavo di fare lo psicologo ero come lui: lo facevo a modo mio, con grande creatività e con risultati altalenanti. Alla fine, seguendo consigli disinteressati e no, ho lasciato lì.

  4. Sei tornato!!!
    Bene bene.
    Parma mi piace, non la conosco veramente, ma succede, con le città, come con le persone. Alcune ti piacciono non appena le incontri.
    Ciao!

    1. Non è un vero ritorno, o forse è un ritorno in tono minore, non lo so bene. Ogni tanto passo, ritiro la posta, arieggio le stanze e metto la polverina contro gli insetti molesti. Poi riparto verso nuove avventure.

  5. nelle fasi di passaggio il rischio di essere fagocitati, per alcuni è alto…mi riferisco all’umanesimo informatizzato…lo scopriremo vivendo se ci sarà dato vivere.
    il mio tempo per il blog è diventato veramente esiguo, ciò nonostante mi piace soffermermi dove leggo argomenti stimolanti e dove c’è una scrittura di livello, quindi non escludo altre mie visite (già ho adocchiato il nuovo post che mi tenta molto nonostante l’ora tarda.
    devo sottolineare, però, Luca, che la nettiquette impone almeno una visita di cortesia nei blog dei propri commentatori, altrimenti si crea uno squilibrio che fa perdere i lettori pur scrivendo cose interessanti…non credi?

    1. Anche il ricordare la nettiquette (orribile neologismo che casserei, abolirei, getterei nel dimenticatoio e lo lascerei lì a macerarsi meditando sulla propria inadeguatezza) alla seconda visita crea degli squilibri fra il piacere e il dovere. Il verbo “imporre”, poi, mi fa francamente venire l’itterizia. Se devo tenere un blog per sopportare le stesse costrizioni che ammorbano la mia vita quotidiana, lo chiudo come chiudere un cassetto.

      Spero tu sappia apprezzare la mia assoluta franchezza e onestà.

      Io sono cauto per natura, e il tempo che posso dedicare a Internet è sicuramente inferiore al tuo. Verrò a visitarti appena avrò tempo, ma mi sarebbe piaciuto averlo fatto senza sentirmi precettato da una simpatica estranea (sicuramente simpatica ma altrettanto sicuramente ancora estranea). Il numero di lettori è l’ultimo dei miei problemi. Anzi, capovolgendo il ragionamento, è il primo, nel senso che non voglio e non posso averne molti perché mi mancherebbe tempo e modo per curarli.

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