Ricerca del senso (feat. Il Cultore delle Scomode Ovvietà)

 vuoto1

Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha. Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha.

Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha.

AnimcuboDice un antico ma efficace luogo comune che l’ora più buia è annunciatrice dell’alba; altrettanto può avvenire che un’ora di abbacinante splendore sia annunciatrice del buio e del nulla più assoluti. Oppure siamo noi esseri umani che cerchiamo (e spesso ci illudiamo di trovare) un senso nella nostra umana tragicommedia: e quando ci affidiamo ad una fede ultraterrena questo senso c’è anche quando non lo capiamo (l’importante è che esista un Essere Perfettissimo Signore e Creatore che abbia in mano il bandolo della matassa e la cosa basta a tranquillizzarci, e noialtri miseri sputi, grumi di graveolente materia similfecale che ha una pericolosa tendenza a degenerare già in vita, cosa pretendiamo di capire?); quando ci sforziamo di essere rigorosamente laici (pur vivendo in un Paese che assomiglia ogni giorno di più ad una teocrazia) trovare un senso all’altalenante succedersi di gioie e dolori, soddisfazioni e frustrazioni, brillanti successi e brucianti sconfitte diventa talmente difficile da sembrare inutile.

Chi vive nella ingenua convinzione che sia tutto predestinato forse ha meno fantasia, e comunque sa che deve limitarsi ad assumere l’atteggiamento appropriato per quello che il Fato ha già deciso per lui; chi vive nella perniciosa anche se giusta convinzione che nulla sia predestinato ha il dovere d’ufficio di pensare in positivo, ma è altrettanto vero che ogni tanto, in mezzo ad anni e anni di spensierato ottimismo in cui pensi che le tue risorse comunque basteranno, ti scopri a fare dei bilanci che rischiano di farti andare di traverso la tua baldanzosa sicurezza: devi confrontarti con dei dati obiettivi tipo conto in banca, sicurezza del lavoro, sistemazione abitativa; e con altri dati meno obiettivi ma comunque facilmente interpretabili, tipo la ricchezza e la piacevolezza della tua vita sociale, la linearità della tua vita affettiva, la capacità di stare in coppia.block_triangle

L’idolo delle masse Vasco Rossi, con la sua adolescenziale tendenza all’ipersemplificazione, ci ha scritto sopra un testo (che questa volta non citerò per esteso, perché va bene nascondersi dietro le canzoni, ma c’è un limite a tutto…) in cui con rudimentale approccio analitico cerca un senso dovunque questa ricerca sia praticabile, per giungere alla conclusione che, anche se nulla ha un senso su questa terra, tanto domani arriverà lo stesso. Non è che il tempo si ferma battendo scocciato il piedino in attesa che Rossi Vasco da Zocca o chiunque altro per lui trovi il senso ontologico del reale. E in ogni caso, come Sally dimentica le sue sfighe ascoltando rapita il rumore della pioggia, anche qui c’è una soluzione extracontestuale con slittamento dall’intellettuale all’animalesco: “Senti che bel vento“. Magari bastasse…

ImpossibleBoxScrivere in questi casi (bene o male che ti riesca) ha un senso catartico-consolatorio (anche se la catarsi è una cosa e la consolazione tutta un’altra, quando cominci a scrivere non sai se raggiungerai la prima, dovrai miseramente accontentarti della seconda o da quell’incapace disadattato che sei dopo aver scritto starai ancora peggio): scrivere, per così dire, punteggia il flusso del pensiero, che in casi come quelli implicitamente analizzati assomiglia al mare di Genova cantato da Paolo Conte, che si muove anche di notte e non si ferma mai. Se il tuo pensiero è un incessante andirivieni di concetti che si sovrappongono e si contraddicono, di volta in volta conquistando l’onore del proscenio e venendo poi risbattuti senza tanti complimenti dietro le quinte; se ad una soluzione buona se ne sovrappone una più buona, per poi dubitare che quella rimpiazzata fosse migliore della rimpiazzante…….

……………. se succede tutto questo, e non intendi consegnarti spontaneamente al più vicino Ospedale Psichiatrico per evitare un TSO pronosticabile entro le successive 3-4 ore, può servire dare una struttura univoca e lineare ad un processo ricorsivo, reso ulteriormente babelico dal suo procedere in parallelo.vuoto_jpg_350x410_q85

 Puoi pronunciare solo una parola alla volta ma tutti sappiamo quanti pensieri possiamo pensare tutti insieme, fino al punto da essere catturati dalla voglia di chiedere ai pensieri “Ragazzi, cortesemente, uno alla volta e possibilmente chiedendo permesso…”.

 In parole molto più povere, decidere di fronte al foglio bianco reale o virtuale che alcune parole sono degne di essere consegnate ai posteri, altre sono degne del silenzio (anche se possono allusivamente riaffiorare o in lapsus tastierae che provvederai a correggere, o in parole o frasi che non vorresti proprio dire ma butti distrattamente lì, perché anche l’inconscio vuole la sua parte) finisce per dare un po’ di sollievo alle tue meningi.

Poi, se vuoi sfogarti senza rischiare troppo, eviterai di dare al tuo blog un taglio troppo smaccatamente autobiografico, ma non farai altro che parlare di te fino alla nausea e allo sfinimento tuo e altrui. E continuerai a vivere…. Mancandoti alternative fattuali.

Annunci

6 Risposte

  1. Cazzarola ma sei più produttivo di una volpe in calore!!!!!!
    Altro che pausa ….. fiu……….. il mio ultimo post è del primo dell’anno…….
    Comunque ora no, non leggo, torno domani sera (forse) a leggere e commentare in argomento (forse).
    Stasera un casino, ho perso tempo a fare stronzate per casa. Se riesco tra un pò faccio un dettagliato elenco delle stesse a casa mia. Ora devo liberare la lavastoviglie e cazzatine varie ciauzzzzz e fai il bravo neh!!!!

    1. Complimenti per la metafora, mia fedelissima e preziosa commentatrice. E meno male che qualche stronzata ogni tanto la fai anche tu, pensavo di avere l’esclusiva nazionale.

  2. Post introspettivo e molto ampio. Ci si potrebbe discutere per ore. Io sono d’accordo che bisogna trovare un senso, ma a volte il senso non c’è. Capita e te lo dico io che sono sempre convinta che tutto nella vita abbia un senso, che a volte non si vede. Buona notte, lo rileggo domani con più calma! ciao Rita

    1. Io continuo ad esserci, a comunicare e ad argomentare, a fiondarmi in un futuro che a 20 anni è entusiasmante e a quasi 56 un po’ meno ma va bene lo stesso. Vendere o no non passa tra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso.

  3. Letto questo post la scorsa notte, elaborati mentalmente un paio di pensieri di commenti, vengo sorpreso da un fuoco d’artificio di nuovi post, che smentiscono clamorosamente e positivamente la notizia della pausa di riflessione.
    Beh, faccio come la ragazza Terrybile, rimando la lettura dei nuovi a fra poco.
    Quello che volevo dire qui, e mi sembra a maggior ragione per quanto sopra, è che comunque la voglia di comunicare forse non risolve l’atavico problema del significato, ma è un sicuro segnale di vitalità e irriducibile bisogno di costruire.
    E, come dicevano i Dik Dik, qui, io mi fermo qui.
    Bye.

    1. Magari adesso mi fermo per altre due settimane… Ho già specificato che il rapporto col blog (come quello con la mia città) è affettivamente ed emotivamente molto carico, e quindi passa attraverso avventurose ciclotimie che fanno variare la mia produttività (o forse semplicemente la mia voglia di espormi) da sottozero all’infinito nel giro di pochi giorni se non di poche ore.

      Se avessi vent’anni direi che devo maturare e stabilizzarmi, avendone già 26 ormai mi tengo come sono.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Frank Iodice

«Lo scrittore è una persona vigliacca, opportunista, sacrificata al gioco continuo della forma e della trama. Un individuo destinato alla perpetua insoddisfazione.»

Flameonair's Blog

Un blog di parole, sogni, emozioni, suggestioni

La giraffa

tutto può accadere, l'importante è ricordare chi sei

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

www.paolonori.it/

Just another WordPress.com site

TESTUGGINI

Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Un roseto in via Cerreto

Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Il Blog di Beppe Grillo

Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Annamaria - liberi pensieri

Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

TerryMondo

Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Rossi Orizzonti

...e navigando con le vele tese io sempre cercherò il mio orizzont

fiorinellasabbia

idee in movimento, senza rassegnazione

Franz-blog .3

(le impronte dei miei passi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: