Il passato, il presente, i blog, il primo disco solista di Stephen Stills e “quant’altro”.

Tutto è successo quando mi è stato proposto un programma che mi avrebbe permesso di migliorare la mia navigazione: sarebbe stata più sicura, niente nemici all’orizzonte e una velocità di crociera delle più ottimali, costo di gestione irrisorio, un caffè e mezzo al mese. Mi son detta: “Ma dai, è conveniente.” Accetto così la proposta. Risultato: navigazione lenta, lentissima e dopo aver provato ancora qualche giorno, decido di disdettare la tanto invitante proposta, anche perché mi era stato detto che in qualunque momento avrei potuto recedere senza alcun problema e qui scatta l’inghippo. Il giorno successivo, dopo aver ricevuto la comunicazione di accettazione del recesso, è cominciata una intimidazione targata “polizia di stato”, un comunicato via web che mi diceva che se non avessi acquistato la licenza, per un costo che ora non rammento, sarei stata perseguita per diffusione di materiale illecito.

Ricordo, per certi versi con nostalgia e per altri con un semplice umano piacere per le cose passate, un’abitudine assolutamente consueta su Leonardo fra, diciamo, la fine del 2006 e i primi mesi del 2008.creativiyc3b2

So benissimo che c’è una freccia del tempo e, se non sei lo scienziato pazzo di “Ritorno al futuro” che se ne sbatte anche dei paradossi inerenti ai viaggi nel passato o, al limite, una particella subatomica che può penetrare nei cunicoli spazio-temporali senza farsi annichilire e sbucare in altri universi e/o in qualunque tempo e spazio sia umanamente possibile immaginare, puoi e devi accettare di andare sempre avanti e dipanare con allegra curiosità la tua storia principale.Docbrown

E del resto lo scienziato pazzo, per l’appunto è pazzo e tu questo prezzo preferiresti non pagarlo (potendo); e una particella subatomica può andare dove ce ne ha voglia lei, ma non è che abbia quel grande apparato cognitivo per capire dove si trova e provare soddisfazione, piacere, curiosità o divertimento.

ringL’abitudine era quella, classica delle case di ringhiera, di passare una fetta importante del tempo sul pianerottolo (che nelle case di ringhiera è a cielo aperto o quasi, e quindi funge in una qualche maniera da terrazzo comune) invitandosi a vicenda a casa l’uno dell’altro, fuor di metafora Tizio prendeva spunto dal post di Caio per sollecitare un post a Sempronio, che poi riceveva un commento di Topolino che spingeva Paperino a fare un altro post cui Pippo rispondeva sostenendo che Sempronio fosse in crisi di creatività, e Sempronio reagiva con due post originalissimi nel giro di mezz’ora poi si scopriva che li aveva copiati da commenti sul blog di Jacopo Fo che però citava Daniele Luttazzi che aveva saccheggiato il repertorio dei comedians americani di sinistra, e così via.

La tendenza odierna è, si sarebbe detto nei primi anni ’80, un riflusso nel privato.

Ho sperato che cambiasse il mondo
e ho lottato e ho cantato che ormai è già morto Dio.
Oggi che sperare sembra un lusso
c’è chi parla di riflusso e si rifugia nel privato.
(“Ed io”, Nomadi, 1982, da “Ancora una volta con sentimento”).
leonardo.it-logo leonardo.itLeonardo era una specie di allegro condominio di spiriti liberi e lievemente indisciplinati; WordPress, il cui logo fa sinceramente venire in mente la Wolksvagen e quindi una produttività teutonica,  sembra più un luogo di lavoro, per carità molto creativo, che agevola e valorizza la produzione intellettuale e letteraria ma in cui si resta per lo più ciascuno nel proprio ufficio.W
Un altro parallelo potrebbe essere la musica del decennio ’65-’75 piena di jam sessions, collaborazioni estemporanee, supergruppi, guest stars a profluvio (il line-up del primo disco da solista di Stephen Stills sembrava una serata dei Grammy Award) rispetto alla musica di oggi in cui ognuno si fa un po’ i fatti suoi e mira al proprio prodotto accettando le lodi dei colleghi e lodandoli a sua volta perché e purché loro lo lodino, ma (come dire) ciascuno custodisce gelosamente il proprio orticello.

E invece l’avventura in fondo tragicomica che ha vissuto l’amica Annamaria (come ce la racconta benissimo lei stessa nella citazione d’apertura) mi ha spinto a una riflessione su quella che io chiamo la Babilonia del 2000 che, da un succinto commento sul suo blog, sta diventando un circostanziato post sul passato e il presente.  Sulle forse mal ricordate sicurezze del passato e sulle purtroppo indubbie insidie insite in un preoccupante presente.Navi
Esiste un aureo principio generale che “in questo mondo di ladri” ha ancora maggior validità: bisogna sempre diffidare di chi, con apparente ammirevole generosità, compare più o meno dal nulla per regalarti mirabolanti soluzioni ai tuoi problemi che peraltro egli non può conoscere ma solo immaginare colpendo a casaccio nel mucchio (e già questo dovrebbe ingenerare più di un sospetto).

Tutto questo per citare una canzonetta apparentemente disimpegnata e di puro intrattenimento ma che in realtà, a cura di quel vecchio volpone di Antonello Venditti, faceva considerazioni non banali su come la fiducia sia un bene preziosissimo che non può essere dilapidato al primo ciarlatano che passa ma va concessa agli amici veri, sempre che oggi come oggi se ne trovino dietro ogni cantone, il che ci permettiamo di non credere.

E’ buona norma invece, anche se a volte costa un po’ di tempo e fatica, quando abbiamo un problema attivarci noi autonomamente per cercare chi può risolverlo in maniera ottimale.

Ai margini della Babilonia virtuale, esattamente come capitava nella Babilonia reale, alberga una variegata miriade di malintenzionati o semplici disperati che mettono su piccole associazioni per delinquere o, nei casi meno eclatanti, società magari in regola con le leggi vigenti che però impiegano metodi ai limiti estremi del lecito. O sanno comunque cavalcare delle leggi che probabilmente non sono al passo con la velocità e la pervasività che ormai la Rete è venuta assumendo.

Mille sono le offerte di connessione Internet, di spietati antivirus che acchiappano il virus per un orecchio e lo accompagnano personalmente verso la più vicina pattumiera virtuale, di vorticosa diabolica velocità per cui basta pensare al sito successivo e il mouse si muove da solo come nelle mani di un poltergeist.

Talmente tante che per poco il cor non si spaura, e intorno a cui e a causa delle quali traspare lo scoramento dell’uomo ancora legato al cartaceo, a un mondo letterario che sconfina quasi nell’800 più che nel ‘900, di fronte ai perversi grovigli fra una tecnologia per lui largamente misteriosa, una burocrazia spesso inestricabile e il rischio sempre incombente di truffe pure e semplici.

Il presente vola e nessuno può dire se è migliore o peggiore, come molti credono, perché la libertà è difficile e fa soffrire

(Roberto Roversi per Lucio Dalla, “Passato e presente”, 1973, da “Il giorno aveva 5 teste”).

P. S. Non c’entra nulla con questo post ed è tutto meno che il mio comico preferito, anzi per ridere alle sue battute dovevo farmi a lungo il solletico sotto le ascelle, ma mi sentirei un pezzente se non fossi solidale con Bruno Arena e con chiunque gli voglia bene, adesso che, in seguito ad una emorragia cerebrale, ha la Signora in Nero seduta accanto al suo letto d’ospedale che tossicchia nervosamente. I suoi biografi/agiografi dicono che è sopravvissuto miracolosamente ad un terrificante incidente stradale che ne poteva fare un mezzo invalido o, quanto meno, negargli ogni ruolo nel mondo dello spettacolo se non come caratterista in film horror a basso budget che volessero risparmiare sul truccatore. E’ diventato un personaggio famoso con tanta forza di volontà (e quella non si valuta a gusti personali o attraverso il proprio senso estetico) e allora penso, credo e alla fine spero che ce la faccia anche questa volta. Tieni duro Bruno!!

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5 Risposte

  1. Eh sì, Leonardo, il nostro primo caro vecchio condominio, anche le piante sul pianerottolo avevamo, anche se alla Maristella dovevo sempre andarle a bagnare io perché lei si dimenticava…..

  2. …..azzzzz dimenticavo PRIMAAAAAAAAAAAA ma dovevo scriverlo prima, ora SECONDAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  3. p.s. chi farà il terzo posto?

  4. Lucaaaaaa ho fatto un casino sono rimasta come David perché ho sbagliato a cancellare TerryDavidBovie eh eh eh eh eh e la Terry ha perso il podio ahhhhhhhhhhh sto ridendo da sola eh eh eh

  5. Stavolta credevo che fosse davvero il Thin White Duke. Maledizione… Ma tu sei ancora più importante di lui,

    Firmato

    Pinocchio

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