Modesto quasi vergognosamente banale tributo a Lucio Dalla. Con qualche citazione ad assorbire la commozione.

sovversivi-1967-dalla

 

Mi piacerebbe compilare un post degno di Lucio per fargli capire (dovunque si trovi, o meglio se si trova ancora in qualche posto o se continuano ad esistere di lui solo delle energie possenti quanto impersonali che però non sono più Lucio) quanto è stato duro questo anno senza lui (ma è meglio che ce ne facciamo una ragione perché è stato il primo di una serie infinita) e quanto “l’anno che è venuto” è stato finora denso di fatti straordinari e imprevedibili (compresa una caduta di meteoriti che non avveniva, in modo così plateale, da 105 anni). Non ci riuscirò ma almeno ci ho provato.

219px-Guccini1970Un anno senza Lucio. Stavolta davvero non è un luogo comune, non diciamo “un po’ retorici che sembra ieri” (ma nella canzone di Guccini di anni ne erano passati 25), resta l’impressione indelebile di Piazza Maggiore strapiena, dell’intreccio fra il sacro e il profano, di quella cerimonia così pesantemente cattolica che non sono del tutto sicuro coincidesse perfettamente con quello che Lucio desiderava, di quel popolo multicolore e assolutamente trasversale fatto di persone che “senza conoscersi, di città diverse, socialmente differenti cantavano la loro proposta”.I%20Giganti%202

Un popolo che un anno fa avevo dipinto con il flulminante incipit della carriera di Lucio paroliere: “Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti”, quando si era emancipato dall’egemonia culturale di Roberto Roversi dopo avergli amichevolmente rubato qualche minimo retrogusto, novello Prometeo in questa occasione per fortuna non vittima della vendetta degli dei per il proprio eccesso di hybris.

Chiedo scusa se ho parlato di Lucio. Non nel senso di un discorso, quello che mi veniva.

Perché non ho visto mai nessuno buttare lì qualcosa e andare via.

gg

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2 Risposte

  1. Peccato, davvero peccato che tu ieri sera non ci fossi… Ogni tanto ti pensavo, e mi dicevo; che bello, se Luca fosse qui.

    1. Non si può essere sempre dappertutto. L’importante è restare vivi, poi dove si è e dove non si è riveste una importanza assolutamente marginale & secondaria.

      Comunque grazie ancora per l’invito.

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