Cantautoropoli

Quasi nessuno lo sa, ma da tempo i PM di tutta Italia stanno indagando su uno stranissimo giro di telefonate che qui di seguito solo io in tutta Italia sono in grado di riverlarvi.

antonello_vendittiIntercettazione n.1. Nel luglio 2005 Antonello Venditti, dopo essersi presentato come “il camerata Venditti”, cerca di avere l’intercessione di Gasparri perchè la sua Dimmelo tu cos’è diventi la sigla del nuovo originalissimo programma di Jocelyn L’oggetto misterioso. Venditti supplica e implora, Gasparri si lascia scappare un “se po’ ffà”, ma poi la trasmissione non va in porto e Venditti deve tornare al piano-bar di Via Merulana.Contattato da Chiambretti, Venditti giura e spergiura che si è trattato di uno scherzo di Guzzanti e che solo Gasparri ci poteva cascare. Comunque Guzzanti si beccherà una bella querela

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Intercettazione n.2. Nel marzo 2006 Francesco de Gregori telefona ottanta volte a Piersilvio Berlusconi dopo che il Piersi ha citato la sua Buonanotte fiorellino fra le canzoni che gli cantava il babbo per farlo addormentare (trasportare tutte le sere il piano a coda nella sua cameretta era una vera tragedia) e cerca di sfruttare la situazione per avere Rimmel come sigla di una nuova serie di Nonsolomoda. Dopo un’estenuante trattativa, de Gregori riesce a piazzare la sua La donna cannone come lancio della pubblicità di una fiction sulla vita di Nadia Rinaldi, nella parte che dice Non torneremo piùùùùùùùùùùùùùùù alludendo alle remote possibilità che i telespettatori non cambino definitivamente canale. Braccato da Enrico Lucci, prima Francesco gli spacca la chitarra in testa, ma poi impietosito gli confessa che a telefonare non era lui, ma David Riondino, e che solo Piersilvio ci poteva cascare. Comunque Riondino si beccherà una bella querela.degregori

VISION - MUSICA: MORTO LUCIO DALLA, COLPITO DA INFARTOIntercettazione n.3. Nel giugno 2006 Lucio Dalla si alliscia Luca Giurato per mettere la sua Aquila come sigla di Unomattina. Luca Giurato rilancia per Volpe o per Faina, ma Dalla ha a disposizione come alternativa solamente Il toro e non se ne fa niente. Scovato da Fabio Fazio mentre va a travestiti sulla tangenziale di Bologna, il poliedrico compianto artista felsineo nega tutto e sostiene che si trattava di Max Tortora, e che solo Giurato ci poteva cascare. E comunque Max Tortora si beccherà una bella querela da Marco Alemanno, e con quel cognome lì meglio che badi a quello che fa.IMG_9120

Programma televisivo Che tempo che faIntercettazione n.4. Nel gennaio 2007 Zucchero molesta a più riprese l’ambasciata del Kuwait per far adottare Dune mosse come loro inno nazionale. L’integerrimo funzionario impone come clausola che Delmo da Roncocesi rinunci per sempre all’alcool, e l’affare si arena. Intercettato da Gianni Fantoni, i due vengono alle mani perchè Zucchero ha avuto la soffiata che era stato Fantoni stesso a spacciarsi per lui, e che solo un funzionario dell’ambasciata del Kuwait poteva cascarci. Comunque i due si quereleranno a vicenda fino alla fine dei loro giorni.zucchero

paolo-conteIntercettazione n.5. L’altro ieri Paolo Conte ha proposto La ricostruzione del Mocambo come inno ufficiale del morente Partito Democratico. Purtroppo non era un’imitazione di Stefano Bollani, e Bersani se la sta già canticchiando nel suo tinello maròn con dei trionfali Non siam mica qui a cantare “Io te e le rose tra una strofa e l’altra.default

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6 Risposte

    1. Parafrasando De Andrè quando aveva più o meno la mia età (i suoi erano 58): “In effetti vado per i 56, son grande abbastanza…”.

      Il pezzo non è originale, posso confessarlo, è un ripescaggio dai vecchi archivi di Leonardo modificato di quel tanto per renderlo un po’ più attuale. Risale a tempi in cui guardavo con una certa curiosità e continuità la televisione, alla quale oggi ho quasi completamente rinunciato. E a tempi in cui l’umore era leggermente più gaio e garrulo di quanto non sia oggi. E il mio senso dell’umorismo era pressoché intatto.

      Ho lasciato anche l’accenno relativo a Dalla, che allora era vivo e vegeto e regalava bellissime rivisitazioni live televisive dei suoi pezzi migliori, perché non poteva ovviamente mancare. In futuro chissà che non aggiunga delle puntate originali. A occhio e croce mancano Guccini, Cocciante, Lolli, Ligabue, Vasco, Bennato, Pino Daniele, Fortis, Finardi, Branduardi e chissà quanti altri.

      E chissà che chiamando il mio senso dell’umorismo lo scopra assopito ma ancora vitale, una volta che gli abbia offerto caffellatte, un paio di brioches e magari uova strapazzate e toast all’uso anglosassone.

      Un abbraccio.

  1. Belli i disegni, ma sono tuoi?

    1. Io disegno come un bambino della seconda elementare e forse a volte “sono” un bambino della seconda elementare.

      I disegni li ho carpiti in giro per il web sperando che nessuno mi molesti con risibili pretese di copyright.

  2. Gente strana i cantautori, e strani giri i loro…
    L’altra sera ho trasportato per la seconda volta Samuele Bersani, quasi alla vigilia della sua partecipazione alla gremita serata di omaggio a Lucio Dalla in Piazza Maggiore (a cui peraltro non ho partecipato).
    Chi recentemente ha incrementato la mia simpatia è Fiorella Mannoia, per la saggezza e umanità di cui dà sempre più sfoggio, e Marina Rei, per la sua sempre più incontenibile bravura.

    Salutone.

    1. Mi è piaciuto il tuo commento perché, secondo me giustamente, hai connotato un post di pura gioiosa fantasia come un post “possibilista”.

      Tu sai che io a volte divento il Dottor Divago (scusimi il mio nostalgiàre, Cara Uga) e indulgo a fughe del pensiero che, se una quindicina di anni fa avessero caratterizzato i ragionamenti di qualche mio paziente, avrei valutato come intrinsecamente psicotiche.

      E va be’.

      Colleghi cantautori eletta schiera che si vende alla sera per un po’ di milioni (allora solo di lire).

      Io, qui da Parma, sono testimone di un profluvio di meravigliosi cantautori pieni di idee che hanno trovato un primo punto di fusione nella Rigoletto Records (che ricorda I Dischi del Mulo della Reggio di fine millennio) ma che non ha minimamente la capacità di vendersi [Raffaele (omissis) mi dice “Stai attento, ti fanno fuori dal gioco se non hai niente da offrire al mercato”, Edoardo Bennato, Venderò].

      Rocco Rosignoli, Alberto Padovani, Diego Baruffini, Ugo Cattabiani.

      Mi piace anche nominarli, e credo che se fossimo ancora non dico nei roventi anni ’70 ma perfino nei due contradditori tormentati decenni successivi (compresi i ’90 da cui Paolo Rossi sosteneva che anche la mrd stava prendendo le distanze) avrebbero delle opportunità a livello nazionale.

      Ma magari sono proprio loro che non lo vogliono.

      E quindi Pérma non sarà la Liverpool italiana dei ’10 mentre la storicamente più fortunata Mòdna lo fu dei ’60. Ma forse stiamo bene così.

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