L’uomo che perde i pezzi dice la sua.

2012-BEPPE-GRILLO-M5S-300x200I 10, o 12, o n largamente superiore a 0, “franchi tiratori” od “obiettori di coscienza” che hanno contribuito non tanto all’elezione di Pietro Grasso a Presidente del Senato, ma alla mancata vergogna morale e iattura politica di una rielezione dello Schifoso Schifani (nomen omen sine ulla dubitatione) tutto devono sentirsi meno che “traditori”. Eretici, gioiosi pazzi, pensatori divergenti fino all’erroneità, seduti dalla parte del torto magari sì, ma traditori no. Parola che peraltro il Cognato Beppe non ha mai nè scritto nè pronunciato ma giornalisti accidiosi ed ignavi gli hanno messo in bocca come una porzione di spinaci al bambino riottoso.

Cognato Beppe, per respirare boccate di aria buona devo quotidianamente leggere brani sparsi de “Il Grillo canta sempre al tramonto” (sottinteso: canta bene chi canta ultimo) scritto a sei mani con Casaleggio e Dario Fo, e mai vi fu più anomala e sghemba Profana Trinità di codesta, dove la forza della rivoluzione di cui tutti e tre siete artefici e testimoni riluce di una propria austera e organica luminosità.files

Mentre, mi duole confessarlo, passo ormai malvolentieri e un po’ spaventato dal tuo blog, che pavento possa contenere nuovi ukase, nuove fatwe, nuovi redde rationem, nuove santilariane invettive (che però non sono le uniche contromisure, seguono quasi sempre plateali sanzioni).

Il contributo di questi 10, o 12, o siano quanti siano, liberi pensatori ad un momento in sè già storico di questa  erigenda Terza (e spreremmo anche Tersa e Pulita) Repubblica dovrebbe se non inorgoglirti almeno indurti a maggior prudenza e temperanza. Perfino il Dio dell’Antico Testamento era meno drastico nelle sue solenni dichiarazioni.

images67Ci sono momenti in cui gli imperativi etico-morali sono categorici e prevalgono su qualunque e qualsivoglia considerazione di opportunità politica.

Una buona fetta di quei “reprobi” (chiamiamoli così tanto per raggiungere un amichevole compromesso) è stata eletta in Sicilia, dove la differenza fra Grasso e Schifani è talmente tautologica ed autoevidente che suonerebbe offensivo cercare di spiegarla. Ma altri, già autoaccusatisi con modalità da giocatore di rugby o pallacanestro (certamente non di calcio) vengono dal Lazio, dall’Emilia, a provare che gli imperativi categorici sono ormai fortissimi nella Sicilia che hai conquistato a colpi di virili bracciate ma non latitano neppure altrove.

Ora ognuno di loro potrebbe chiederti “Che fai, ci cacci?”. Anzi, dovrebbe farlo. E se lo faranno, o stanno facendolo, chiediti cosa risponderebbe loro un Papa che ti risulta esplicitamente graditissimo, e che anzi tu e Gianroberto avete quasi mediaticamente evocato in tempi non sospetti e a cui ora ti piace apparentarti. E agisci di conseguenza.tnsc-1994275405

Con immutato (anche se ogni giorno messo a dura prova) affetto.

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2 Risposte

  1. I cognati possono essere assolutamente sgradevoli, odiosi, insopportabili (parlo per esperienza diretta), o assolutamente gradevoli, amabili e amati (parlo per esperienza diretta). A volte sono un po’ le une e le altre cose, a fasi alterne e imprevedibili, per cui, nell’incontrarli, non sai mai bene se ti butteranno sotto il getto di una gelida doccia o se invece ti offriranno un the profumato e caldo al punto giusto, proprio quello di cui hai bisogno. E così, capita che li eviti, pur continuando ad amarli.
    Vigliaccamente, sto evitando di incontrare il cognato Beppe, salto in tutta velocità i post che nei social network riportano cose sgradevoli che ha detto lui e che hanno detto quelli che lo sostengono. Cerco di ricordare solo i momenti belli che ci sono stati, certa che non tarderanno a ripresentarsi. Certa… quasi certa. Che le certezze, in questa incipiente primavera, son merce rara.
    Buon inizio di primavera, Luca!

    1. A volte la peggiore maledizione è che i tuoi desideri si realizzino integralmente.

      Sposare la donna (o l’uomo) amata/o, ottenere finalmente il posto ambito da una vita, vincere lo scudetto, laurearsi in Agronomia Ubiquitaria all’Università degli Stalli di Forlimpopoli, trovare il punto g, calare 15 chili, dire con espressione virile e decisa (anche se si è donne, anzi soprattutto se lo si è) al proprio superiore diretto tutto quello che si pensa di lui senza farsi sfuggire neppure una proposizione secondaria di ottavo grado della scala Richter, sedersi al volante della Caprioletta superaccessoriata che avevi prenotato nel 2003 e finalmente è tua…

      Un attimo dopo aver realizzato il desiderio, esso medesimo si svuota, si accartoccia e sembra guardarti con l’arietta saccente e provocatoria che sottintende un perfido “E alòra? Cos’è che ti aspettavi, un’edizione in paperback del Nirvana, deficientello?”.

      Questo blog sta morendo di consunzione, ignaro che “è meglio bruciare in un lampo che sparire a poco a poco” [It’s better to burn out than to fade away, da un geniale pezzo di Neil Young in bilico tra West Coast e East End londinese palcoscenico del punk britannico più nichilista e autodistruttivo, ma anche Pete Townsend scriveva e faceva cantare a Roger Daltrey “I hope I die before I get old”, Spero di morire prima di diventare vecchio con una dozzina d’anni di anticipo e i Mods al posto dei Punk] ma nel suo morire ogni tanto lancia, e continuerà a lanciare, gratuiti e inavvertiti lampi di tentata sopravvivenza.

      Tutto il resto è avvolto nella mortifera inintellegibile bruma del Terzo Millennio, che tutto omologa e confonde.

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Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Un roseto in via Cerreto

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Il Blog di Beppe Grillo

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Annamaria - liberi pensieri

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Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

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