I letterati russi e i letterati emiliani.

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I letterati russi, che tu tanto ami, te li immagini avere incidenti a migliaia di chilometri da casa e con modalità bizzarre: Daniil Charms potremmo immaginarcelo centrato da una mongolfiera in caduta libera alla periferia di Bangkok mentre insegue un guidatore di risciò che gli ha rubato il borsellino; Oblomov azzannato a morte da un gabbiano al quale cerca di rubare le uova dalle parti di Capo Horn; Dostoevskij travolto da una valanga su una vetta inesplorata del Nepal mentre gli sembra di aver intravisto finalmente, nel baluginio del sole al tramonto sulle nevi eterne, la Verità.

I letterati emiliani hanno incidenti sempre a due passi dalla casa che in quel momento occupano, mentre procedono ad andatura regolare pensando alle avventure della gallina Bernice, in luoghi dolcemente ordinari come Basilicanova o Casalecchio di Reno.

I giornalisti valutano la notizia e la infilano nelle pagine interne, rendendola più ghiotta con delle delinquenziali esagerazioni (per cui sabato ti davano per moribondo e oggi si scopre che non lo sei mai stato).

E quando ti sveglieranno dal coma farmacologico, stai tranquillo che ci saranno le stesse infermiere di “Grandi Ustionati” (trasferite nel frattempo da Parma a Bologna perché il destino segue delle logiche impervie ma inesorabili) che ti chiameranno ancora “Omaccione”. E per la gioia scriverai di getto due o tre romanzi.

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4 Risposte

  1. Ti voglio bene, Luca: per questo ed altro ancora. Spero davvero che un giorno non lontano io ti possa presentare a Paolo come un caro amico. Che ce la farà, Paolo, ne siamo tutti sicuri. E anche rassicurati dalle ultime notizie.
    Abbraccio.

    1. Te ne voglio tantissimo anch’io, e quasi altrettanto ne voglio a Paolo, che oramai per me oscilla fra la figura (che a lui non piacerebbe troppo) di Maestro Incommensurabile e quella di fratello minore bagolò che sicuramente gli piacerebbe di più.

      P.S. Oggi ho letto le pagine di “Le cose non sono le cose” dedicate alla presentazione del libro “Giallolimone” dello scrittore Cretinetti e mi sono pressoché orinato addosso per la travolgente vis comica di quella irriverente descrizione.

      Però “Diavoli” resta sempre il suo “Ulisse”.

      Un abbraccio ad entrambi.

  2. Dopo un’assenza forzata dal web, eccomi qui a leggere i post del blogger più brillante he ci sia.
    Il tuo garbato augurio a Paolo Nori l’ho messo su Facebook. Spero non ti dispiaccia.
    Ciao, Luca.

    1. Dire che mi sei mancata e che il mio fan club risultava acefalo e monco senza di te è una considerazione banale indegna della mia abituale originalità. Quindi mi limito a pensarlo e non lo dico (buon Dio, però l’ho già detto).

      Quanto alla brillantezza, da quell’appassionato di fantascienza e accanito lettore di tutti i libri di divulgazione scientifica che le numerose biblioteche di Parma mi mettono volentieri a disposizione, la mia brillantezza assomiglia (temo) ai disperati abbaglianti bagliori di una stella che sta per deflagrare in supernova per poi restringersi in nana bianca o (se non ha pagato tutte le bollette della luce) in black hole (che buco nero suona male e si presta a goliardici doppi sensi) dal quale neppure i fotoni riescono ad evadere.

      E adesso vediamo se riesco a compitare uno straccio di addio a Enzo Jannacci minimamente degno di quello che si meriterebbe.

      Un abbraccio astronomico-cosmologico.

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