Favoletta del Primo Maggio.

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Questo strano surreale 1° maggio in cui il Lavoro è stato festeggiato quasi in contumacia mi porta ad evocare uno strano apologo. Ogni riferimento alla realtà dei fatti potrebbe essere puramente casuale, oppure no.

Venticinque anni fa circa, come risvegliatasi da un sogno/incubo che aveva condizionato le menti e le emozioni di una fetta importante di esseri umani, l’Umanità aveva quasi all’unisono dichiarato “L’utopia comunista è morta. In nessuno, dicasi nessuno, dei paesi dove sono stati sperimentati sedicenti regimi comunisti si è mai realizzato nulla che assomigliasse anche lontanamente alla dittatura del proletariato. Ciò a cui si è ivi assistito è stata la diffusione di una omogenea miseria dalla quale però si salvavano, conducendo una vita agiatissima, i burocrati di partito e i loro protetti artisti e sportivi che potevano esportare con la loro opera e le loro gloriose vittorie l’approssimazione al sorgere del sol dell’avvenir; la perdita di ogni possibilità di libertà di pensiero, di parola, di azione, di dissenso, di dire fare baciare lettera testamento; la sistematica persecuzione dei dissidenti (che nella culla del socialismo reale assunse un trend che nulla aveva da invidiare all’Olocausto perpetrato dai nazisti, anzi quasi sicuramente lo superò quanto a numeri assoluti). Cadano dunque i muri, vengano restituite ai cittadini le libertà, si sostituisca ad una miseria generalizzata un sistema che prometta, da provetto marinaio, il benessere a tutti per mantenere la promessa solo a beneficio di una casta non più di ottusi burocrati politici ma di astuti trafficanti economico-finanziari. Trionfi ovunque il libero mercato.”.

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Ora, per carità, nessuno vuol confondere la cronaca con la storia, ma non è che l’utopia capitalista sia ancora più perversa e perniciosa di quella comunista? E quanti altri quarti di secolo dovranno aspettare i nostri figli e nipoti per vederla finalmente e giustamente sconfessata?

State bene.

 

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Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

Un roseto in via Cerreto

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