Il gioco della zara

Quando si parte il gioco della zara

colui che perde si riman dolente

ripetendo le mosse, e tristo impara,

con l’altro se ne va tutta la gente.

dante
     Dante Alighieri, Purgatorio, incipit del Canto VI.

 

E così si allontana

silenziosa ed erratica cometa

riprende ad aggirarsi senza meta

mentre finisce un’altra settimana.halley_giotto_big

E rotolando va

battendo lentamente nella notte

raccoglie echi di esistenze rotte

perdute dentro la normalità.  

87459Senza punteggiatura 

per non fermare il flusso della vita

che si impiglia talvolta fra le dita

tanto per non far torto alla natura. 1

nomadi-quando-viene-sera-artworkE rotolando va

ma comunque non troverà pensieri

ma dubbi rabbie remore misteri

accatastati dentro una città.

Asteroide disperso

brillante come un sole inaspettato

che la sua corsa un poco ha rallentato

ma è tornato a solcare l’Universo.

Favola dolceamara

per chi non si rassegna ad invecchiare

a volte ha ancora voglia di sognare

ripetendo le mosse e triste impara.

rabbiaGrido di rabbia

contro la prepotenza degli dei

immaginando quello che non sei

e scrivendo poemi sulla sabbia.

Questo di te mi resta

è poco è tanto è nulla od abbastanza

è desiderio monito o speranza

tremenda confusione nella testa. stefano-accorsi-e-nanni-moretti-ne-la-stanza-del-figlio-24075

Orbite astratte

fantasiosi ricami del destino

un altro mondo oltre il finestrino

esistenze confuse ed inesatte.

Percorsi strani

come strana ed anomala è la vita

che ruffiana ti indica e ti invita

ad investire ancora sul domani.

240px-Roberto_VecchioniPoi giorni e giorni

affastellati gli uni sopra gli altri

stupidi giochi e stratagemmi scaltri

false partenze e ipocriti ritorni

La vita è questa

nè tu nè io possiamo farci niente

poveri angeli persi fra la gente

e chi ci crede più nel dì di festa?

 

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2 Risposte

  1. Splendida poesia. Di quelle che mi fan venir voglia di abbracciare ogni parola, come fosse una creatura.
    E un abbraccio anche al creatore, naturalmente.

    1. Il bello dei momenti depressivi (che nell’ambito delle mie rapide ciclotimie per fortuna durano poco, mentre le attivazioni ipomaniacali possono durare giorni o settimane) è che il pensiero rallenta, si ferma, attraversa docile e disciplinato il dolore e te ne rende conto. E scopri che il dolore non è poi quella brutta bestia che molti credono, è un amico un po’ scontroso ma sincero che ti parla di te e della tua vita reale.

      Poi, si risalpa verso il simbolico e il quasi onirico e ci si maschera ancora dietro l’immagine grottescamente superomistica dell’uomo forte che nulla ha mai veramente scalfito, te ne pasci e te ne glori e muori ogni giorno un po’, ma alla fine non ci fai troppo caso.

      La Primavera, intanto…

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