Secondo me ci avevo anche preso.

GrilloIl 15 settembre 2012 vaticinavo:Grillo_parlante_e_Pinocchio

Il problema è che il MoVimento 5 Stelle non è un grande partito e non lo vorrebbe neppure diventare.

Grillo è l’artefice di un grande gioco di società che, come tale, ha funzionato splendidamente finchè si trattava di protestare. Per entrare nelle stanze del potere e cambiare veramente le cose occorre un salto di qualità. Anche se non vi saprei dire quale. E nel frattempo Grillo e i suoi prodi ne dovranno sopportare e vedere, come si dice a Parma, felice reame a 5 stelle, “di ogni”.scatolavuota

Secondo me ci avevo anche preso.roberto-fico-lucia-annunziata-1-770x577

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9 Risposte

  1. Eh, sì.
    (ciao, Luca Rinaldoni)

    1. Si sente?

      Che poi in effetti c’è uno di Parma, che però adesso abita non mi ricordo più se a Corticella, Borgo Panigale, San Lazzaro di Savena o Crevalcore anche se direi che non ha un’importanza troppo rilevante ma mi ruga quando non mi ricordo bene le cose e secondo me c’entra anche un po’ l’età, dicevo c’è uno di Parma che non è che me l’ha detto proprio in modo chiaro ma me l’ha fatto capire, che si possono fare anche dei post molto brevi e magari rendono l’idea bene lo stesso o perfino meglio.

      Io vorrei fare dei post bei lunghi ma quando non mi vengono riprendo le cose che ho scritto che vanno ancora bene, che non è che siano un’infinità però se mi ci metto d’impegno qualcosa salta ancora fuori, e poi mi dedico alla lettura delle storie della gallina Bernice (che mi dicono che la e dopo la erre io continuavo a metterla ma in effetti non c’è che altrimenti salta tutto il gioco di parole) che come passatempo c’ha un suo perché.

      State bene.

  2. Ricordo quando io ero entusiasta per il sindaco “Cinque stelle” Pizzarotti e tu invece eri scettico, non so cosa stia facendo lui, ma questo movimento è un flop, ha solo smosso le acque.
    Buona giornata.
    annamaria

    1. Visto che alla Mirella ho risposto in un patetico malriuscito tentativo di imitare l’inimitabile stile di Paolo Nori, qui preferirei invece lasciare voce all’originale, che con una certa spietatezza ma non senza fondamento sostiene:

      “Al contrario di quello che avevano detto prima del voto, i governanti di Parma, hanno alzato le tasse sulla casa, al contrario di quello che avevano detto prima del voto, hanno alzato le tariffe degli asili nido, al contrario di quello che avevano detto prima del voto, non hanno bloccato l’inceneritore, al contrario di quello che avevano detto prima del voto, non hanno portato la raccolta differenziata al novanta per cento come avevan promesso che avrebbero fatto in un anno, al contrario di quello che avevano detto prima del voto, hanno assunto della gente per chiamata diretta senza concorso, al contrario di quello che avevano detto prima del voto, invece di aiutare l’orchestra del teatro Regio l’hanno chiusa.”.

      Le idee fluiscono soffici ed accattivanti come un fluido iperglucidico, poi si sedimentano quasi sempre in una prassi amara, indigesta, pesante come amianto, quando non esplicitamente e definitivamente tossica e letale.

      In questo il PdL di Berlusconi, la Lega di Bossi, per certi versi l’IdV [che andrebbe acrosticata opportunamente in Intermittenza di Vigilanza (sui conflitti d’interessi del capo)] e il M5S di Grillo presentano un’inquietante somiglianza, anche se fra i quattro movimenti e i quattro leader Grillo e i suoi golden boys (o abatini secondo Gianni Brera) sono decisamente i meno peggio.

      Il tanto vituperato Pd presenta, su codesti quattro movimenti (uno dei quali si guarda allo specchio, gonfia il petto, indurisce la mascella e si crede un partito, ma non ti dico qual è, arrivaci da sola che sono certo che ce la fai) il pregio/difetto di una laboriosa, stucchevole ma per certi versi ammirevole dialettica interna.

      E intanto se continuiamo così la prossima volta andiamo a votare io, te, la Mirella, la Loretta, la Milvia, la Rita, Franz, Rocco Rosignoli, la Terry e altri 33. E un eventuale ripensamento dell’ultimo secondo di uno dei 42 votanti altererebbe in modo clamoroso i risultati elettorali. Ma questo non so mica se c’entra…..

  3. Caspita che rispostona, grazie.
    Noto una certa acredine, più che giustificata.

    1. Quando la lunghezza dei commenti supera di varie volte la lunghezza del post c’è qualcosa che non va. Magari nella realtà esterna, non nella redazione del post in sè e per sè.

      Buona primavera.

  4. Che non fosse tutto oro lo si intuiva, ma che dentro ci fosse solo della terra di riporto è tristissimo. Pensavo che si potesse veramente dare una scossa, anche se io non l’ho votato, il Grillo troppo parlante e poco facente. Mi dispiace per chi ci ha creduto veramente e profondamente. La delusione è sempre una storia che fa male. Speriamo le cose migliorino. Per tutti. Ciao Riri52

    1. Vedo che il signore di Parma che adesso abita a Casalecchio ha anche ragione: i post brevissimi suscitano più commenti e magari anche un possibile dibattito. Possibile, nel senso della mitica imitazione del compianto Franco Califano fatta da Rosario Fiorello, “preferibbilmente, mica pe’ fforza”, ma non obbligatorio.

      Nel MoVimento 5 Stelle io continuo a credere ma non gli ho svenduto il cervello, come invece han fatto a suo tempo gli elettori leghisti, e come purtroppo per loro, meschinelli, continuano a fare ignorando, negando, ridicolizzando l’evidenza quelli dell’Ubriaco di Arcore.

      Nell’operato di Federico Pizzarotti e del suo Wonder Team vedo luci e ombre, nell’operato del M5S a livello nazionale non vedo nulla perché è come se non fosse ancora stato collegato l’impianto elettrico, anche se loro assicurano che nelle commissioni fanno un indefesso lavoro di back office. E’ un loro merito indiretto ma sostanziale l’elezione di Grasso e della Boldrini al posto di Franceschini e della Finocchiaro, e il giovane meglio Fico del bigoncio può fare un gran lavoro in Commissione Vigilanza Rai; per il resto se son rose fioriranno e se son carciofi marciranno, cosa vuoi mai che ti dica?

      L’occasione di arraffare la mano tesa a lungo nel vuoto da Bersani è stata bannata, cassata, tiramisù e montblanc, ed escludo che Epifani o Letta ne tendano altre.

      Dopo la perversa illusione di poter fare un gioioso colpo di stato, le truppe pentastellate ridiscendono le vallate della propria personale Caporetto aspettando una futura, non impossibile Vittorio Veneto.

      Au revoir.

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