Qui comincia l’avventura.

bonaventuraComincia tutto un venerdì, che te ne vai a letto presto perché non ti senti bene. Saranno dolori intercostali, di quelli che passano da soli con una bella dormita, e magari perfino con una dormita così così come quelle che al massimo ti riescono. Va bé… Proviamo…

Durante il weekend il dolore lo focalizzi meglio. Parte dalla zona lombare destra e poi sembra che gli venga voglia di fare il giro panoramico e trasmigra in zona addominale, e sembrerebbe quasi appendicite ma non può essere, l’appendice l’hai tolta da piccolo e l’operazione è perfettamente riuscita.

Però picchia, ‘sto dolore qui. Quando arriva sembra una cosa seria poi si distrae, si perde, si attenua e tu ti dici, ogni volta che passa, che non tornerà più.R-150-3513449-1333432461

Sì. Magari.

Il lunedì il dolore comincia a diventare invalidante: non riesci a stare seduto, ti dà un po’ di sollievo camminare anche se devi porre particolare attenzione quando appoggi il piede destro perché allora una leggera ma insidiosa coltellata sembra pugnalarti ora qui ora là lungo il tuo sempre più sgarrupato fianco destro. Che sia una colica renale? Però in serata passa.

Il martedì, quando il dolore arriva, non sono più coltellate, e neanche sciabolate, nulla che assomigli più a colpi di arma da taglio. Sono veri e propri colpi di maglio. E gli altri cominciano ad accorgersene perché probabilmente impallidisci e/o fai delle facce come quelle di Emilio Fede quando doveva pronunciare il nome di Prodi.

sbonavLemme lemme, appena hai sbrigato i tuoi impegni, monti sul 5 che porta al Pronto Soccorso. Ti siedi ma ti rialzi subito perché la posizione seduta rende il dolore insopportabile. Ti alzi ma le vibrazioni del pullman (dalle pessime sospensioni sul dissestato fondo stradale di Parma, per non parlare del tratto di Via d’Azeglio in pieno pavè) ti fan venire voglia di urlare.

Alla fine arrivi, e in quel momento il dolore sembra calmarsi. Sei perfino tentato di tornare indietro e vedere come evolve la faccenda, ma poi ti ricordi di quante volte negli ultimi 5 giorni è maturata la perversa illusione, e allora arrivi in accettazione e spieghi con masochistica trasparenza dove e come senti male ma, coglione che non sei altro, specificando un non richiesto e non opportuno “il dolore attualmente è in fase di quiescenza”, così che ti becchi un anonimo codice verde, anzi verde sbiadito, perché garruli gitanti in codice verde arrivati dopo di te vengono visitati ben prima di te.

Ti stravacchi sulle non scomodissime poltroncine della sala d’attesa in posizione che tenta di essere antalgica, così da tenere sotto controllo il dolore al rene (sì, oramai è fuori discussione e il bookmaker non accetta più scommesse, è il rene) ma facendoti venire un bizzarro grottesco assortimento di crampi, la cui eziologia è contesa fra la postura anomala e il crescente stato di tensione.escr1

Casalinghe con una sgarbiatina al pollice urlano come ossesse per l’attesa, tu ti becchi un’ora e venti di attesa senza fiatare (anche perché di fiato apparentemente non ne hai più).

Quando stai per trascinarti carponi in accettazione per mendicare un codice almeno giallo paglierino, ecco che echeggia per tutta la vallata il tuo codice-paziente.

(continua se non mi ricoverano nel frattempo)

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6 Risposte

  1. Anche se lo stile è come sempre soave e controllato (e la cosa è di per sè incoraggiante, così come dedurre che dal pronto soccorso ti hanno comunque dato il “foglio di via”), leggere dei disturbi e dei dolori del giovane Werther Rinaldoner non fa certo piacere a chi gli è amico.
    Non posso che augurarmi che il prossimo capitolo, o tutt’al più il successivo, fughi qualsiasi preoccupazione e ti riveli nuovamente in piena forma!

    1. Per ora sono ancora a piede libero e un sapiente mix di antidolorifici e antibiotici tiene sotto controllo sia il dolore che il rischio di infezioni. Ma il prosieguo della narrazione, che mi accingo a redarre, darà piena contezza sull’evolversi della vicenda.

  2. Ma che cosa ci combini, Luca???!!!
    Beh, il fatto che hai scritto il post dopo la visita al pronto soccorso già un po’ mi tranquillizza, ma mica del tutto…
    Abbi cura di te, amico caro, e informaci con sollecitudine, per favore.

    1. E che è, colpa mia? Io me ne stavo volentieri a casa a leggere i racconti della gallina Bernice, che è un passatempo che ha il suo perchè. Comunque la saga continua oggi e presumibilmente anche domani.

      Au revoir à tout le monde.

  3. Mai sminuire il dolore, anzi esagerare che rimani al pronto soccorso per giorni, diesperso fra fiale, bende e scatoloni misteriosi! Un sacco di auguri e mi raccomando prendi le medicine e non fare come tutti dimezzando le dosi! Riri52

    1. Ma io quasi quasi le dosi le raddoppio, che nel giro di due mesi fra betabloccanti, diuretici, stabilizzatori dell’umore, antibiotici e analgesici sono diventato una farmacia ambulante. Alla fine mi sto anche divertendo.

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