Provaci ancora, Sam.

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Ed ecco che lunedì, da poco passata l’alba, ci si incammina non troppo baldanzosi (anzi, oserei dire, il passo è timido ed incerto, e se ti investe speriamo non un TIR ma magari una Panda scambieresti subito l’Urologia con l’Ortopedia e buonanotte al secchio) verso l’Ospedale Maggiore di Parma, enorme città nella città che attraversa almeno tre quartieri (Oltretorrente, Molinetto e Crocetta) ed occupa diverse migliaia di geniali medici, paramedici, OSA, volontari, crocerossine, suore, frati, preti ed assimilati.images

41MA9O6sBxLIn realtà scopri con un certo fastidio (che poi, perché non dirlo?, si muta in sollievo) che c’è un colossale signore di Bari (1.95 per 100 chili dichiarati ma forse qualcuno se l’è dimenticato a casa) a cui han dato l’appuntamento, come a te, alle 7,30. Dopo un lancio della monetina, o un ricorso alla tabella dei numeri casuali, il linobanfesco personaggio ha vinto il barrage e va sotto i ferri per primo.

E qui compaiono per la prima volta i libri di Milvia (“I libri di Milvia”… Ma non potrebbe essere una raffinata trasmissione di nicchia di Rai 3?) che ti stabilizzano l’umore molto meglio del Gabapentin 100.milvia

STILEL~1Mentre ti spunta l’ormai classica lacrimuccia per Angelo dei bambini o per il signore che regala libri e nessuno li vuole o per la vecchia zitella per fortuna ancora dolcissima e non inacidita che regala di nascosto dolcetti che tutti fanno a gara per mangiare, mentre succedono tutte queste fragili cose, ecco che il colossale compagno di camera ritorna.

pirandelloweb_il_turno_libro3E’ il tuo turno.

Ti fanno indossare un sommario approssimativo rudimentale casuale càmice candido chiuso sul davanti e aperto sul di dietro. In realtà ci sarebbero degli allacci posteriori che forse, con un adeguato sistema di specchi correttamente disposti potrebbero essere allacciati dopo un quarto d’ora di furiosi tentativi. In assenza di tale apparato, dopo i tre minuti che ti lasciano in bagno, riesci ad annodare solo l’allacciatura numero 1 in corrispondenza del coppino, che l’infermiera peraltro ti snoda subito con fare disgustato.

Ottimo, perché il pensiero si sposta subito su quel macroscopico torto (MACOME? MACOME’? MACOMER!!) allontanandosi dall’invasione di ultracorpi che sta per subire il tuo apparato urinario-genitale.

E magari, quello stesso pensiero lascia parti di sè sul dubbio amletico “Riusciranno ‘ste due imbranate di infermiere, o più probabilmente operatrici socio-assistenziali od operaie socio-disasatrate, a farmi cascare dalla lettiga?”.

Si arriva in sala operatoria, dove non sai che pre-anestesia ti fanno ma ci dev’essere della gran buona roba perché in trenta secondi scompaiono preoccupazioni, rabbie, dubbi amletici e, incredibile dictu, nudo sul tavolo operatorio con tre chirurghi che ti guardano severi chiudi gli occhi e voli via.

morfina

(continua) 

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2 Risposte

  1. Carissimo Luca, vorresti dire che a farti compagnia e assistenza pre-operatoria c’erano Angelo, e Davide, e Annalena e altre persone-personaggi create dalla mia bislacca fantasia di… scrittora (scrittrice mi sembra un termine troppo forte…)? Vorresti dire che hai portato con te un tot di carta (il peso della cultura, si fa per dire…) nella tua dolorosa via crucis? Vorresti dire che la lettura di parole che io ho messo una in fila all’altra (a volte con gioia, a volte con fatica, a volte non lo so) è stata terapeutica, in un momento in cui l’ansia poteva indurti a comportamenti bizzarri (tipo fuggire dalla “prigione” e attraversare le vie di Parma con il camicino svolazzante?). MACOME? MACOME’? MACOMER!!! Questa è una vera, splendida, inaspettata sorpresa (e, d’altra parte, se non fosse inaspettata non sarebbe una sorpresa). E magari, chissà, durante il tuo volo, mentre medici, paramedici e simili fragattavano nei tuoi reconditi apparati, hai incontrato Annalena, che ti ha parlato del suo viaggio in India, mentre ti offriva un dolcetto…
    Mi inorgoglisce molto, sai, questa tua scelta…
    Se (ahimé!) mi dovesse capitare di finire in ospedale, porterò con me alcune tue pagine (che ho): ma non sarà per contraccambiare, ma perché, leggerti, è per me un’attività piena di grazia (che non c’entra con la grazia invocata dal losco figuro).

    Un abbraccio, caro Luca, mentre resto in attesa di conoscere il seguito di questa tua avventura, che stai raccontando con una leggerezza e un umorismo assolutamente fantastici
    P.S.: I libri di Milvia, in effetti, suona bene come titolo di una trasmissione 🙂

    1. Voglio dire esattamente quello che tu hai espresso, nè più nè meno. Difficilmente il corpo può fare qualcosa per la mente, anzi di solito tende a fare delle cose che alla mente fanno male, la vìolano e la fanno viola; ma la mente, per il corpo può fare tantissimo, comprese cose che cogliamo solo quando sono successe (anche Petrolini diceva che il successo quando è successo è successo anche se non sono sicuro quasi per nulla che c’entri).

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