Replica estiva.

Nei lunghi pomeriggi estivi spesso le reti Rai e Mediaset mandano in onda vecchi film dimenticati o preistoriche repliche di vecchi obliati varietà con Marisa del Frate e Raffaele Pisu.

Quasi sempre, il confronto con i programmi originali, che popolano i palinsesti serali dove regna e spòpola la lotta all’audience, è impietoso.

A tutto vantaggio delle repliche, naturalmente.

E fu così che il Primo Dicembre Duemilaessette scrivevo, arabescavo, ricamavo un post siffatto:

4 luglio 1776. 14 luglio 1789. 21 luglio 1969. 11 settembre 2001.

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In perfetta controtendenza su questi grandi avvenimenti della Storia dell’Umanità avvenuti tutti in estate, l’annus si non horribilis quam minus irrilevans 2007 sta per allestire una rivoluzione totale dei costumi in una data di transizione tra l’autunno e l’inverno, con decisi sentori natalizi e retrogusti da settimana bianca.

5 dicembre 2007.

Vi prego di notare la rotondità delle cifre, l’austera eleganza delle sonorità. Cinque dicembre duemilaesette, se abbiamo l’accortezza di pronunciare la u e la e di duemilaesette come due vocali distinte (ci vorrebbe una dieresi di cui queste incomplete keyboards moderne sono ovviamente prive) viene fuori un endecasillabo dantesco, assolutamente all’altezza di io caddi come corpo morto cade, tornammo tutti a riveder le stelle, la bocca sollevò dal fiero pasto, era già l’ora che volge al disio.

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Il nostro piccolo pianeta blu occupato da sei tendenti a sette miliardi di provinciali dell’Orsa Minore continua a girare imperterrito senza avere gli strumenti per rendersi conto di quello che sta per succedere. Non sa che nella Città Eterna, Culla della Cristianità, Centro dell’Impero, ondate di pensiero e creatività per ora confinate in pochi metri quadri tra Rebibbia e il Policlinico stanno per spostarsi sulla Via Cassia con l’incedere orgoglioso e inarrestabile di una invasione militare.

La principale artefice di tutto questo è una discendente di Arianna, contraddistinta da una incoercibile attrazione per tutto quello che ha a che fare con fili, legàmi e (per estensione) trame e tessuti che in un metafisico anelito verso l’Assoluto condiziona medianicamente la sua intera esistenza. Nella sua diuturna capacità di costruire legàmi, corrispondenze biunivoche, sinergie, simmetrie, analogie, omologie, ella ha coagulato intorno a sè una piccola legione di fedeli collaboratori pronti ad occupare con fulmineo ed inarrestabile blitz il periglioso mondo dell’Alta Moda. Ed essi vanno da Hosvaldus, che con opportuni rituali propiziatori cerca di impetrare la benevolenza degli dei, ad Isa Pulchra, che con magici macchinari fornisce icòne rappresentative della perfezione estetica raggiunta, ad Arianna Junior che tesse trame d’incanto con famelica abilità.

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Il Pianeta Terra non si è ancora accorto di nulla, ma di qui a quattro giorni sarà percorso da una scossa elettrica che farà perdere la rotta ai naviganti, confonderà i segnali radio, dirotterà tutti i satelliti artificiali verso la costellazione di Orione e farà tornare anzitempo tutti gli uccelli migratori al Nord (cosa che potranno fare senza rischio perché nel frattempo sarà già arrivata la primavera che durerà ininterrottamente fino al 2012).

Ed ovviamente per partecipare all’evento si stanno già muovendo dai 5 continenti taxi, aereotaxi, taxi tua e de tu nonno, auto pubbliche, auto private, servizi pubblici, privati e deviati, carri armati disarmati e disarmanti, elicotteri, autobus navetta e navette autoreggenti, dischi volanti, astronavi, astronzi!!!, bimotori, quadrimotori, quadri funzionari e dirigenti, jet turbojet e turbative d’asta, tappeti volanti, scope da strega, spazzettoni da pranoterapeuta, Mocio Vileda del Mago Otelma, utilitarie, utili idioti, fuoriserie fuori sede e fuoricorso, trekking con partenza da Copenhagen, marcielonghe, serpentoni umani, biciclette, tricicli, cicli di Krebs, cangurini, monopattini, roulottes e roulettes, aerostati aerofagici, dirigibili non direttivi, razzi, sonde spaziali e gastriche, autosnodati e autoarticolati, gruppi di auto-aiuto, ambulanze con Gustavo Selva incorporato, treni e trenini di Capodanno, cavalli, cammelli, dromedari, tartarughe giganti per chi si vuole gustare il viaggio, filobus filogovernativi, carretti siciliani, carrozzelle, carrozzine, la carrozza di Hans, motorini truccati, gilerini smarmittati, scooter impresentabili, Harley Davidson, Charley Parkinson (un sassofonista dallo stile molto mosso), torpedoni, torpediniere, torpignattare, teletrasporto di Star Trek,  missili razzi e navicelle varie, cannoni,  Air Force One, Frecce Tricolori, farfalle tricolori, fusilli ai quattro formaggi e quant’altro si renda utile e proficuo.

Oggi nulla di tutto questo mi riuscirebbe più. O forse è la blogosfera che è diventata (ahimè) tautologica, autoreferenziale e quindi (per necessario corollario) un pochino supponente e sempre meno ispirante.

E va bene: supponiamo.

E buon post- ferragosto (o post post-ferragostano) a tutti.

 

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Se si ritorna significa quanto meno (a) che si hanno ancora gli strumenti dinamici per trasmigrare da un punto all’altro e (b) che si possiede ancora una mappa. Ma pensandoci meglio il punto (b) può essere omesso, delle volte si ritorna per puro caso e, dopo aver detto “Ma dài…” si decide di trattenersi. Quanto a lungo non si sa.

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