La machìna d’al temp – Il Libero Ducato di Parma

6DhqqlbU_Sondgo_la_citta_del_futuro3[Vediamo un po’ come ce la caviamo col riassunto delle puntate precedenti: potremmo limitarci a dire che un esperimento di traslazione temporale dall’esito imprevisto ha trasferito un intero condominio di Parma, quartiere Oltretorrente, dall’autunno 2028, che di suo sarebbe già nel futuro ma un futuro ancora dietro l’uscio, all’estate 2079 che come futuro è un attimino più in là. I coniugi Bolsi, avvocato di successo lui e sostanzialmente ex-escort lei che secondo me si era anche capito, escono disorientati e in stato semiconfusionale di casa e si trovano proiettati in un avvenire (che futuro mi sembra di averlo già detto tre volte) che si presta ad una difficile decifrazione, il tutto sormontato da una enigmatica scritta nel cielo che recita Libero Ducato di Parma, 16 luglio 2079. E tanto che ci sono devono subito cavarsela con una guardia comunale, anzi in questo caso ducale, del futuro, ma in tutto e per tutto stronza e bastarda come quelle di qualche decennio prima.]

starsky e Hutch

“Francamènt an cred miga ed savèr chi si, vuètor dù. “.

“Mi a so’ l’avocàt Bolsi e costa chi l’è mè mojera; a stem’ma ‘d ca’ chi sòra”

“Sempor par parlèr francament, c’la ca’ lì a’m ricord miga ch’l’a gh fiss prima d’adésa. E am piasriss ed sentìr parlèr anca la siòra.  Mo miga chi in strèda.”.

[ “In tutta sincerità non mi sovviene nel modo più assoluto di avervi nè visti nè conosciuti”. “Io sono l’avvocato Bolsi e la signora qui presente altri non è che mia moglie. Abbitiamo in questa house, vero…”. “Giustappunto. La presenza di codesta casa non mi risulta. E vorrei sentire qualche parola dalla viva voce della di lei presunta consorte. Ma non qui in mezzo alla pubblica via, bensì in qualche comoda e discretta saletta del Centro Municipale di Controllo ed Espulsione .”].

Abituato ad aspettarsi l’inatteso (e a riciclarlo in banale) in ogni singolo momento della sua vita, l’Avvocato Aureliano Bolsi, pressoché in automatico, aveva risposto a tono a un figuro vestito come Jeeg Robot, a bordo di una specie di scooter volante, e che si esprimeva, o per meglio dire cercava di esprimersi come il pupazzo Bargnocla (giacché al suo orecchio esperto ed allenato non sfuggiva un leggero strascico di cadenza piacentina). Ben consapevole, peraltro, che la situazione era talmente particolare e misteriosa da rendere impensabile qualunque strategia oppositiva o ribelle.

“Gnìm a drè, par piasèr…”.

[“Abbiate la compiacenza di seguirmi senza tentare la fuga, comportamento che trasformerebbe un semplice controllo in una operazione di soppressione cautelare…”].

L’avvocato Bolsi per decisione autonoma, Dolores perché nei casi dubbi la programmazione neurolinguistica le imponeva di uniformarsi alle mosse del capo branco, seguirono il futuristico tutore dell’ordine senza frapporre alcuna resistenza.

Mentre la mente di Dolores era prudenzialmente (e, anche se spiace dirlo, opportunamente) vuota di pensieri, quella di Aureliano ribolliva come una bronza di fagioli prossimi alla lessatura. Certo, tutto questo poteva essere una gag del nuovo programma “Scherzacci del cazzo” che spopolava su Cannellone 15, la rete preferita dalle casalinghe di Voghera e dalle commesse di Vigevano. Era o non era stato, un ignaro ragioniere dell’Ufficio Catasti & Accatastamenti di Imperia, colto da infarto mentre veniva rapito da finti alieni e condotto in una perfetta copia del Pianeta Aldebaran XVI? E non si era allora talmente impennato l’audience  da mandare in tilt quasi tutti i congegni di rilevazione istantanea e generalizzata?

Alla fine Bolsi tentò un approccio informalmente corruttorio, e accostandosi con fare noncurante all’orecchio del presunto tutore dell’ordine bisbigliò “Io guardo sempre la vostra trasmissione e la trovo discreta. Vi faccio presente che sono un brillante attore dialettale nella compagnia Al smaflòn, conosco a memoria il metodo Stanislavskji e sono comparso più volte in alcune televisioni locali. L’attacco di questa scena è venuto spaventosamente fiacco e se mi date l’opportunità di rifarlo non avrete modo di pentirvene, evèro…”. Ma sfortunatamente la reazione del Bargnocla-Jeeg Robot non fu quella sperata.  “Am dispiès bombè mo an poss miga fèr ètor” [“Non ho parole per esprimere il mio dispiacere e la mia profonda costernazione, ma di fronte ad una prolungata espressione in lingua estera debbo procedere nei Suoi confronti a un’immediata immobilizzazione, che comunque non Le provocherà dolore alcuno, al massimo un po’ di prurito sotto le ascelle, che capita a tutti anche se nessuno ha mai saputo spiegare il perché…”] proferì l’ambiguo bucefalo prima di immobilizzare l’avvocato con un raggio paralizzante.

“Mi sa tanto che non siamo su ‘Scherzacci del cazzo'” si trovò a pensare Aureliano, mentre il suo immobilizzatore lo caricava sul portapacchi del suo scùter con insospettabile forza ed agilità. Dolores non ostentava reazioni di sorta, solo un leggero sussulto ci lascia intuire che la sua tendenza a dipendere si era istantaneamente spostata dal marito alla Guèrdia Duchèla Aristide Giannozzi, che era diventato (per i di lei eterocentrati equilibri di personalità) capobranco a tutti gli effetti.

(continua)

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6 Risposte

  1. La traduzione dal dialetto all’italiano è spassosissima! Chissà se hai pensato a quella traduzione di una frase di Samuel Beckett… di cui parla spesso Paolo Nori: “I was feeling awful”, scriveva Beckett (in pratica “Io stavo male”) e fu tradotto:”Avevo una tarantola di inquietudini in petto”….
    Rimango sempre in trepidante attesa di leggere il… continuo (come diceva mio figlio quando era piccolo).
    Ciao, Luca!

    1. “Questo qua è uno che ha vinto il Nobel, non posso mica cavarmela con un semplice Stavo male avrà pensato il traduttore. Che poi invece uno che aveva
      tradotto quella frase in dialetto reggiano aveva scritto A stév mél e ci stava benissimo.”.

      Cito a memoria il passo incriminato che ricordo benissimo anche se in quel momento non l’avevo in mente.

      In un caso e nell’altro, si dimostra che il dialetto ha un’incisività semantica che da tempo l’italiano ufficiale non ha più.

      Autunnali saluti.

      1. Proprio a quello, pensavo: il traduttore scrisse; avevo una tarantola in petto, o qualcosa del genere. Paolo la cita spesso, questa cosa…
        By by, Luca-

  2. Standing ovation per Dolores, la vera protagonista occulta, se mi passi l’ossimoro, della fantascientifica vicenda!
    Sarà lei, ci chiediamo ansiosi, a spuntarla sul violentello Bergnòcla-Jeeg Robot?
    Ai post l’ardua sentenza.

    1. E chi lo sa… Magari non lo sapremo (io per primo) mai.

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