Tardivo ma non per questo meno sentito lamento per la morte di Robin Williams.

avventura

Lanciarsi nel vuoto, epicamente gettandosi da una cascata, oppure volando da un trapezio all’altro senza rete, oppure semplicemente scalciando via una seggiola: chissà che effetto fa. Nell’ultimo caso, non possono essere effettuate interviste a caldo.

Cosa vuol dire la morte, per giunta per suicidio, per giunta per impiccagione, di Robin Williams? Molti filosofi potrebbero sollazzarsi con l’argomento che la morte, in quanto tale, è semanticamente neutra, pura assenza di significato, una triste cesura tra l’organico e l’inorganico, una singolarità biologica in cui le regole della vita cessano da un istante all’altro di esistere. E quindi, ecco discendere dal suddetto teorema, il trionfante corollario: la domanda con cui inizia il post è del tutto illecita, non ha senso, è irricevibile e quindi porsela è una soave perdita di tempo.

Ammettiamo per un attimo che questo valga per una morte inflitta dalla Natura notoriamente matrigna e perfino un po’ bastarda, ma una morte decisa dal diretto interessato non può essere ridotta e minimizzata a un evento casuale.

È come quando  scopri che Babbo Natale non c’è,  o peggio ancora c’è ma è colluso con le multinazionali; come quando scopri che il punto g non c’è,  ma lei comunque te lo cita perché ha già deciso di rivendicarne l’esistenza insieme ad un altro.

È come quando scopri che la laurea non ti dà alcuna garanzia seria di occupazione; è come quando scopri che tuo babbo andava a puttane e tua madre lo sapeva ma non diceva niente.

È come quando ti trovi la casa svaligiata e la cacca sopra il divano per ulteriore spregio; è come quando vai a fare jogging in Cittadella e trovi lei che si sta facendo infilare venti palmi di lingua fino in fondo all’esofago, quel tipo dev’essersela fatta slogare come il chitarrista dei Kiss.

È come quando vai nel bar all’angolo e nel momento esatto in cui entri tutti smettono di parlare e ti guardano con aria colpevole, salvo il più ubriaco che ti poggia una mano sulla spalla con fare paterno e ti alita un inesplicabile “Coraggio…”.

È come quando scopri di aver viaggiato tutto il giorno con una cacccola colossale sul mento, da dire “Ma come czz ho fatto a non accorgermene?”.

E tutto questo in contemporanea,  mescolato centrifugato ed espanso a dimensioni mostruose ed intollerabili ad includere qualunque cosa ti spinga al primal scream “Non può essere vero”.

Ma non preoccuparti,  a quel punto spunterà dal nulla un ufficiale uncinato che ti risponderà “Non è più vero niente”.

Perché sfido chiunque a dimostrare il contrario, Robin era scientificamente nato per essere immortale, ufficialmente censito dall’OMS come farmaco polivalente e privo di effetti collaterali, destinato ad attraversare garrulo e leggero intere epoche ed ere geologiche.

Invece si è rivelato umano ed entropico come tutti noi, e alla fine si è prometeicamente ribellato al mito.

Mentre si lasciava andare nel vuoto, chissà se gli è scappato pensato di quanto avrebbe impoverito il pianeta. Ma probabilmente no. Anzi…

In quel momento Robin si è riappropriato di sé,  forse affettuosamente mandando a fanculo tutti coloro che lo adoravano senza averlo mai visto di persona, lo amavano senza averlo mai toccato, lo idolatravano senza sapere che era solo un uomo, forse ultimamente un uomo solo e spaventato centrifugato da mille identità fino a non averne più alcuna.

Sospirando l’ultima sentenza, ahimè quanto definitiva: “Ragazzi, lo so che per voi sarà dura, ma vedete un attimo se ci saltate fuori anche senza di me…”.

 

 

 

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2 Risposte

  1. Lo ammetto non amo i suicidi. lo spiego: una volta uno di loro mi disse che la su dipartita non avrete pesato su nessuno. Non sono certa, anzi, sono sicura : non è una punizione per chi rimane? A me non interessa perché l’ha fatto. Si vede che aveva deciso così. Spero solo abbia capito che cosa lasciava sulla terra. Commento terribile. Ma non lo cancello. Mi capirai, spero! Cancellalo tu e capirò io! Riri52

  2. I suicidi spiazzano, i suicidi ti domandano, i suicidi mettono alla prova i superstiti. Il tuo aggrovigliato commento ha espresso tutto questo meravigliosamente. Come solo tu avresti saputo fare. Mi onoro di continuare ad averti fra i miei lettori.

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