Il Dott. Rinaldoni resuscita (o detta il post attraverso una medium) per dire la sua sul fatto del giorno.

images (56)Io sono uno di quelli che quando Oscar Pistorius è stato condannato a 5 anni per l’uccisione della sua partner, non ha provato né dispiacere né soddisfazione. In Italia siamo bravissimi a riciclarci in pubblici e privati ministeri, giudici popolari e triviali, avvocati difensori e protettivi, feroci carnefici, facendoci allegramente la vita degli altri perché quella nostra làtita (cfr. 883).images (58)

Ma in una maniera strana, che i non italiani stentano e faticano a capire: non formandosi dei giudizi “a posteriori” download (57)come esito finale di un processo di acquisizione e confronto di informazione per costruirsi delle opinioni plausibili.

No.

E chi ce l’ha tutto quel tempo? No, dico, ragazzi, siam pazzi?

L’italiota medio parte da un’opinione (anche se in questo caso la parola risulta un po’ grossa) emotiva e un po’ isterica e poi seleziona pigramente, superficialmente ed opportunisticamente l’informazione che convalida la sua convinzione (ecco, forse la parola “convinzione” è più adatta di “opinione”).download (56)

In questo, il povero Oscar è in posizione simile a quella di Lance Armstrong, che prima sconfigge il tumore e vince 7 tour e poi si scopre che aveva imbrogliato: è uno schermo di proiezione a 360° che il cinema dinamico di Gardaland gli fa una xxxxx, su cui si possono depositare tutti i bisogni (a volte in senso davvero escrementizio) di amplificare le images (57)proprie emozioni cavalcando la vita degli altri.

Lasciamolo solo, invece. Come atto di cortesia ma forse anche come presa di distanza.

 

 

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5 Risposte

  1. Non è proprio un commento direttamente relativo al tuo post, il mio, diciamo che lo è in maniera trasversale, e che stigmatizza quanta ignoranza ci sia in giro e quanto sui social non importa “cosa” si scriva, ma l’importante è dire la propria. Su Facebook c’è infatti chi ha commentato la notizia della condanna di 5 anni a Pistorius con un “eh, cosa vuoi, la solita giustizia italiana…” E mica solo uno, sai?

    1. Il livello culturale medio dei frequentatori di fb è incommensurabilmente più basso di quello degli attuali, ostinati e pervicaci, frequentatori della blogosfera. Fb è un enorme pittoresco bar, e un bar dove si beve molto anche a stomaco vuoto. Ma se riesci a trovarti dei tavolini appartati con adeguati compagni di viaggio, moltiplica le opportunità di scambio ed è modernamente veloce, quasi istantaneo. E sono perfino quasi contento di esserci.

      Ma gestire un blog è sempre tutta un’altra cosa.

  2. Perfetta definizione, caro Luca! Sono contenta che tu sia contento di esserci. E sono contenta che tu ci sia.
    (Io, ma non solo io, te lo avevamo detto che Facebook è proprio come tu ora lo hai descritto)
    Buona giornata!

  3. Hai eseguito una fotografia nitida e impietosa del peggio (forse) della compagine umana italica di cui, nel bene (quando c’è) e nel male (quanto ce n’é!), facciamo parte anche noi.
    Bambini e bambine isterici, umorali, privi di senso critico e di reponsabilità.
    I politici e gli affaristi corrotti che da alcuni decenni spadroneggiano, e la droga di programmi televisivi disgustosi, ne sono causa ed effetto.
    Ma noi non demordiamo.
    …O no?

    1. L’Italia è un paese complesso, contradditorio e composito. Forse per mettersi alla pari con paesi dalla storia ben più lunga, in 153 anni ne ha combinate veramente di tutti i colori e di tutte le sfumature. Ha espresso eccellenze assolute e si è fatta più volte ridere dietro. Si è dimostrata coraggiosa e virtuosa e pavida e opportunista. Ha esportato bellezza, arte, cultura ma anche mafia e fascismo, di entrambe le quali benemerite associazioni nessuno al mondo può negarci la primogenitura.

      La si continua ad amare come certe mogli un po’ stronze e troie ma che trasudano lo stesso fascino, charme e sex appeal, mentre la moglie del vicino di casa è una santa donna con tre lauree ma ricorda tanto la Svizzera.

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