Lettera semiaperta a Beppe Grillo.

 

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“Qui si parrà la tua nobilitate”.

Caro Zio, non so se vuoi imporre il tuo gioco come cerca di fare Prandelli, come diceva di fare Sacchi ma ogni tanto era tutto contenimento e ripartenze (ma se gli dicevano “difesa e contropiede” s’incazzava, sulla parola “catenaccio” abbandonava la conferenza-stampa), come fa da 30 anni Zdenek Zeman prendendosi le sue responsabilità e i suoi esoneri.

O se privilegerai una tattica che corre lungo l’asse Rocco-Trapattoni che prevede l’attesa delle mosse dell’odiato avversario-nemico, perennemente vissuto come ingiustamente superiore (“Vinca il migliore”. “Speremo de no”). Una tattica cinica che prevede lo sfiancamento dell’avversario per colpirlo spietatamente e un po’ vigliaccamente negli spazi che lui stesso, in debito d’ossigeno, ti lascia a disposizione.

intro_nodo

Ovviamente io propendo per la prima ipotesi.

Nella tua splendida villa di S. Ilario non mi è chiaro quali sogni facevi.

Ma le mie capacità ipotetico-deduttive sono tali da indurmi a credere che se avessi dovuto chiedere un esito idoneo e preferibile a queste elezioni, avresti chiesto una cosa del genere.

Né un voto in più né un voto in meno.

Adesso il Pd ha bisogno di voi. Ma anche voi avete bisogno di lui. E’ la medesima, quasi identica situazione, di 35 anni fa fra Dc e Pci. La non sfiducia. Le convergenze parallele.

Con una differenza. Che l’attuale Pd è molto meno peggio della vecchia Dc, anche se per motivi che mi sfuggono ci terrebbe ad assomigliarle. E voi, potenzialmente, siete non peggio del Pci di Berlinguer con tendenza al meglio.

Nel Pd ci sono parecchi parlamentari che possono spiegarvi in coerenza e lealtà che bestia strana è il Parlamento Italiano. E ognuno di voi può spiegare ai parlamentari del Pd che cos’è la Sinistra, che io continuo a vedere molto più nel vostro programma che nel loro.

L’Italia, come dire, vi guarda.

Secondo me ce la potete fare.

nodo-gordiano

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9 Risposte

  1. Sono davvero lieto di leggere note positive qui in casa Rinaldoni, quando la durissima chiusura dello zio, agli abboccamenti del cupo Smacchiatore del nulla, ha suscitato una quantità di reazioni quasi altrettanto dure.
    E, per quanto riguarda il mio piccolo mondo, ha reso il post che avevo quasi in mente, e che è quasi ora di scrivere, uno dei più difficili e complessi da sempre.

    Rimando a quel momento le mie considerazioni, ciao!

    1. Il momento è delicatissimo per Bersani (che rischia seriamente di chiudere la sua carriera politica che aveva toccato l’apice con la sua presidenza della Regione Emilia-Romagna e oggi è pressochè rasoterra) ma non è meno delicato per Beppe, che starà sicuramente accusando Sant’Antonio di grazia eccessiva inopinata intempestiva.

      Beppe ha ragione quando stigmatizza il “mercato delle vacche” di cui si percepisce il retrogusto, e la sua metafora di Bersani-stalker è sapida e gustosa (quella del “morto che cammina” invece mi sembra ingenerosa e non mi fa ridere).

      Però non può assumere l’atteggiamento cinico e opportunista in stile “tanto peggio tanto meglio” da Pci anni ’50. Nè dare per scontato che Pdl e Pdmenoelle finiranno per allearsi ed aspettare e sperare di raccogliere i cocci.

      Perché a quel punto i cocci potrebbero essere i suoi.

      Aspettiamo. Cerchiamo di capire. E se ci sembra di capire qualcosa, diciamola con chiarezza ed onestà intellettuale.

      Resto moderatamente euforico ed entusiasta piuttosto che preoccupato.

      Col suo solito stile bizantino e criptico, però l’Italia sta cercando di cambiare. Lo desidera. Il famoso “blocco A” di cui Beppe parla mi sembra bello grosso e penso (a differenza sua) che riguardi anche parecchi elettori del Pd, se non la maggior parte. Che la dirigenza del Pd sia peggiore dei suoi elettori è una convinzione che coltivo da quando esiste il Pd medesimo. E secondo me non mi sbaglio.

      Attendo con soffocante ansia il tuo imminente post.

    1. Infatti la lettera è “quasi” aperta perché escludo nel modo più categorico che il diretto interessato possa venirne a conoscenza. Ma intanto mi sono espresso.

  2. Io non ci capisco più nulla. Aspetto. Ciao

    1. La situazione è complessa e fluida. Più che capire si fanno ipotesi, si abbozzano teorie, si costruiscono sistemi concettuali. Sul far della sera si avverte anche un principio di cefalea.

  3. “E voi, potenzialmente, siete non peggio del Pci di Berlinguer con tendenza al meglio” Questa asserzione mi piace proprio.
    E mi piace pensare che ce la faranno, anzi, che ce la faremo.
    Grazie, Luca.

    1. Purtroppo vedo nel Pd e in tutto il sistema mediatico che gli ruota attorno un briciolo di arroganza e sicumera, come per dire “Tanto ‘sti pivellini prima o poi cederanno”. E vedo (lo notavo anche nella controreplica a Franz) una modalità un po’ squallida che opportunamente Grillo ha etichettato come “mercato delle vacche”.

      Resto ottimista, però. Sull’asse Pd-M5S qualcosa può succedere. Ed è un dato di fatto che i nostri due sindaci si sono incontrati e hanno valutato insieme la situazione. Anche se era Merola che doveva venire a Parma e non Pizzarotti andare a Bologna (come invece ha fatto perchè è troppo buono).

      Aspetto qualcuno degli sferzanti divertentissimi commenti di Paolo Nori (non condivido una virgola di quello che pensa e dice sul M5S ma lo dice comunque in un modo talmente arguto che lo leggo col consueto piacere preorgasmico), però vedo che snobba astutamente l’argomento. Se lo vedi digli di esprimersi.

      Un abbraccio.

      1. Una cosa positiva di questo momento di incertezza, in cui ci sembra, almeno a me sembra, di star camminando su un filo sospeso nel vuoto, e, se guardo in basso, la rete ora la vedo e ora non la vedo, è che improvvisamente tutti si sono messi a parlare del programma del M5S, elencandone, e anche, in molti casi, lodandone i punti. Mentre, prima delle elezioni, stavano tutti lì a berciare che il programma non esisteva. Questa mattina, a RadioTre, in tutta la città ne parla, è stato analizzato senza pregiudizi; e le risposte, da parte degli ascoltatori, sono state positive.
        È qualche settimana che non vedo Paolo Nori, perché ho avuto altri impegni, nei lunedì delle sue letture. E non lo vedrò neppure lunedì prossimo. A differenza tua, i suoi articoli che sferzano il movimento, mi rattristano. Il fatto è che vorrei che le persone a cui voglio bene la pensassero un po’ come me. È sbagliato, lo so… Comunque continuo ugualmente a volergli bene. Ma anche quando lo rivedrò non gli chiederò niente.

        Ciao, Luca! Ricambio l’abbraccio.

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